Gazzetta di Modena

Modena

l’artefice della proposta 

E il fiorentino Nardella insiste «Noi uniti terza capitale d’Italia»

«Rappresentiamo il meglio dell’alimentare, della moda, dei motori e dell’università Insieme ci frapponiamo sia a Roma che a Milano»

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FIRENZE. «Firenze e Bologna insieme possono essere il terzo grande polo italiano, che si frappone fra la capitale economica, Milano, e la capitale politica che è Roma». Dario Nardella, l’artefice della candidatura olimpica che non t’aspetti, schiva critiche e ironie. E rilancia la sfida. Certo, ammette il sindaco, manca ancora molto tempo alle Olimpiadi del 2032, e «la mia proposta non è ancora un progetto articolato», ma il dialogo è già avviato. A più livelli: le Olimpiadi delle regioni “rosse”, peraltro avviate alle elezioni, non sono una boutade. Anzi.

«Ne ho discusso con il mio collega sindaco di Bologna Virginio Merola, con il presidente della Toscana Enrico Rossi e con il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Ne ho parlato anche con il presidente del Coni Giovanni Malagò» spiega Nardella. E aggiunge: «È un’idea che mette in risalto tutte le potenzialità di un asse tra Firenze e Bologna, che si può costruire non solo sui grandi eventi ma anche sulla promozione economica, sulle infrastrutture, sulle politiche ambientali e dello sviluppo».

Incurante degli strali delle opposizioni, e in particolare della Lega, Nardella insiste sul binomio tosco-emiliano: «Firenze e Bologna insieme rappresentano il meglio nell’alimentare, nella moda, nei motori, della formazione universitaria, e sono due città che anche grazie all’alta velocità sono estremamente vicine».

Milano e Roma, insomma, sono avvertite. Ma, sia chiaro: «È evidente che le due città devono rappresentare un asse intorno a cui si costruiscono dei sistemi regionali, anche perché le nuove regole del Cio prevedono la candidatura di sistemi territoriali» afferma Nardella. Chiamando in causa anche gli industriali: «Spero che anche il mondo dell’economia possa rispondere a una proposta del genere perchè i grandi eventi sportivi possono essere un volano di sviluppo straordinario». Da Firenze, di sicuro, le prime reazioni sono positive: la Cgil dice sì alle Olimpiadi 2032, come Confartigianato, Confindustria, Confesercenti e persino il M5S non sbatte la porta, pur dettando le sue condizioni.

«Trovo significativo che i Cinquestelle non abbiano chiuso a priori, ma abbiano mantenuto la disponibilità su un progetto del genere. Questo è legato anche allo scenario politico nazionale che è cambiato» conclude Nardella.

La palla, insomma, è gettata. La discussione avviata. Poi, si vedrà: le Olimpiadi tosco-emiliane necessiterebbero innanzitutto di un presupposto rilevante ovvero il ritorno dei giochi in Europa dopo le già assegnate Olimpiadi di Tokyo 2020, Parigi 2024 e Los Angeles 2028. «Ma così si potrebbe recuperare la candidatura italiana sfumata di Roma» insiste Nardella difendendo il suo disegno che tiene insieme non solo le due città, ma anche le due regioni “rosse”. —

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