Nuovi vigneti: boom di richieste Settore a rischio per l’incognita clima
A Modena le domande sono cresciute del 20% in un anno Camera di Commercio: +2,7% di giovani in agricoltura
La vigna fa di nuovo tendenza. Nel Modenese le richieste di nuovi vigneti sono cresciute del 20% rispetto al 2018. Stando a Coldiretti sono stati assegnati cinquanta nuovi ettari in un patrimonio provinciale di circa 7.500 ettari. Positivi i dati per i giovani. Confagricoltura lancia però l’allarme: «In molti casi le nuove richieste sono riconversioni, la tenuta sociale nel settore è a rischio».
L’espansione dei vigneti in provincia è attestata dalla Regione. In Emilia Romagna sono stati richiesti nel 2019 5.784 ettari di terreni da dedicare all’uva da 2.684 aziende vitivinicole. L’ampliamento è stato autorizzato su una superficie totale di 512,79 ettari, di cui 19 ettari per i viticoltori bio. Dalle cifre della Coldiretti si evince che la sfida bio a Modena affascina. Circa sei ettari dei cinquanta in espansione riguardano proprio il biologico. «È un settore molto redditizio», conferma Giordano Costantini, responsabile provinciale dell’area tecnica di Coldiretti. Costantini fotografa un andamento fluttuante per il settore vitivinicolo, osservando il bicchiere mezzo pieno.
«Da circa dieci anni vi sono state annate negative e altre positive – prosegue il responsabile Coldiretti – ma siamo ancora in un momento positivo. Vi sono ancora tante richieste, stanno cambiando i vigneti, passando dai sistemi manuali a quelli meccanizzati. Tutti gli anni ci sono contributi dall’Unione Europea per i giovani, che tornano anche dall’estero. Con il nuovo bando, vi sono state molte domande anche nella Bassa, sia di giovani sia di donne che s’insediano nell’agricoltura». I dati della Camera di Commercio (aggiornati al mese scorso) certificano una crescita del 2,7% dei giovani in agricoltura. È l’unico campo in cui si registra un incremento d’imprenditoria giovanile rispetto al 2018 insieme al settore dei servizi alle imprese (+5,4%). D’altro canto, l’agricoltura femminile raggiunge il 14,4% del totale e vede diminuire il numero d’imprese attive del 2,6%.
Un ostacolo si conferma la burocrazia. «Chiediamo al governo di lasciarci lavorare senza mettere nuove tasse – conclude il responsabile Coldiretti – e nuovi adempimenti burocratici, un fatto che dà molto fastidio. La semplificazione è il miglior investimento».
La lista delle domande all’esecutivo è già pronta in casa Confagricoltura. «I documenti sono pronti e saranno inviati a breve – assicura Gianfranco Corradi, presidente modenese – con richieste tutto il comparto del settore frutticolo. Se vogliamo salvaguardare il comparto si devono aiutare gli agricoltori. Gli ultimi tre anni sono stati devastanti, tra la grandine e i danni da cambiamenti climatici». Corradi riflette sul futuro dei lavoratori. «Nel 2018 nel solo comparto agricolo provinciale v’è stato un impegno di 960mila giornate lavorative – specifica il presidente Confagricoltura – considerando il tempo trascorso nelle aziende. Nella zona di Modena si rischiano ripercussioni pesanti per i dipendenti. Serve una programmazione di cinque anni».
Per Corradi il +20% di domande per nuovi vigneti va bilanciato. «Già dal 2012 ci sono seri problemi con le cimici e quest’anno il bilancio è pesante. C’è la sensazione che molte aziende vadano in dismissione, convertendosi nel settore vitivinicolo». —
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