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DELITTO DI GAGGIO 

Ucciso e messo in auto: chiesti diciassette anni per il suo socio in affari

Ucciso e messo in auto: chiesti diciassette anni per il suo socio in affari

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Diciassette anni di carcere: è la pena chiesa al processo abbreviato dal pm Marco Niccolini per l’omicidio di Raffaele Cavaliere, l’imprenditore edile di origini campane residente da molti anni a Modena ucciso con decine di colpi di cutter alla gola e abbandonato nel sedile posteriore della sua auto in via Mavora all’angolo con via Emilia a Gaggio di Castelfranco (i familiari sono parte civile assistita dall’avvocato Guido Sola). Era l’alba del 16 giugno 2018. Accusato del crimine è il suo socio Pietro Ragazzo, 51 anni, difeso dall’avvocato Mario Marchiò. Ragazzo non ha mai ammesso nulla e anzi ha ribadito una ricostruzione che non ha trovato riscontri: poche ore prima del delitto, tre sconosciuto sarebbero arrivati su un suo terreno in via Muzzacorona dove lui si trovava con Cavaliere: i tre lo avrebbero sequestrato in un capanno sotto minaccia discutendo col socio e portandolo via. In realtà, è invece appurato che Ragazzo a notte fonda ha chiamato un suo conoscente a Modena per farsi venire a prendere proprio accanto all’auto nella quale si trovava il cadavere del socio ammazzato poco prima. E sempre ragazzo ha indicato il posto dove si trovava il cutter risultato poi l’arma del delitto. Venerdì arringa della difesa e sentenza. —

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