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Emiliana Rottami Si cercano soluzioni per via Bonvino

Saverio Cioce
Emiliana Rottami Si cercano soluzioni per via Bonvino

Il sindaco: «Via Verdi è ok, per l’altra studiamo alternative» Le minoranze: «Dimenticate altre montagne di vetro»

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«Intanto si parte da via Verdi e questo è già un grande passo in avanti. Per via Bonvino si vedrà successivamente».

È tutta qui, in estrema sintesi, la tesi del sindaco Zuffi che polemizza con le opposizioni dopo l’avvio dei lavori per la bonifica dell’ex Emiliana Rottami. I partiti di minoranza infatti hanno chiesto a gran voce di spazzar via tutto il vetro accumulato negli anni e che rende la vita impossibile anche a chi abita da quelle parti. «Bisogna chiarire - sottolinea Zuffi - che lo svuotamento verrà effettuato da una multinazionale in via Verdi e che porterà via non meno di 2000 tonnellate al mese. La trattativa per arrivare a questo risultato è stata lunga ma ha portato a questo risultato. Nonostante il tentativo di far credere che il lavoro per smaltire definitivamente anche il sito di via Bonvino sia risolvibile con un colpo di bacchetta, il percorso rimane, realisticamente, complesso. Dare un giudizio politico mentre queste cose sono ancora in corso d’opera è assolutamente prematuro. Come già ribadito, ogni decisione successiva va valutata con attenzione con le parti in campo e decisa insieme alla comunità senza tralasciare nessuna strada percorribile.

Ribadiamo che l’attenzione e l’obbiettivo rimane quello di una situazione complessiva che riguardi tanto la questione ambientale, quindi la bonifica dei due siti, quanto quella occupazionale, dando una prospettiva ai lavoratori».

Pare di capire che non ci siano tempi precisi nè certezze sullo smaltimento di via Bonvino: su questo punto Zuffi non prende impegni.

«Al materiale inerte - aggiunge - vogliamo dare la sua naturale destinazione, cioè quello di rimetterlo nel ciclo produttivo del vetro. Pertanto valuteremo tutte quelle soluzioni che possano accelerare il processo di smaltimento dei cumuli. Questo si potrà concretizzare sia attraverso la cessione a privati per l’utilizzo nelle industrie sia verso l’impiego sperimentale per delle ricerche a carattere universitario. Quindi, non solo la vendita, ma anche la cessione per chiunque abbia bisogno di questo materiale».

«Non c’è nessuna sottovalutazione su via Bonvino - conclude - Si affronta il problema un passo per volta.

La vecchia azienda non c’è più e abbiamo interlocutori diversi». —



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