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«Prima la sicurezza e battiamo i populisti»

Luca Gardinale

L’ex ministro Marco Minniti a Ponte Alto: «Il Conte bis con i Cinquestelle? Noi siamo un partito responsabile»

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Diverse stoccate al suo successore Matteo Salvini, la convinzione che l’alleanza con il Movimento 5 Stelle porterà qualcosa di buono al Paese, e la consapevolezza che davanti c’è una grande sfida: quella di battere il populismo imperante.

Davanti a un pubblico non esattamente numeroso (una quarantina di persone tra cui nessun dirigente del partito, ma del resto l’orario, le 18, non era dei migliori), l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti è intervenuto ieri sera alla Festa de L’Unità di Ponte Alto.

Intervistato dal direttore di Trc Ettore Tazzioli, Minniti ha affrontato prima di tutto il movimentato periodo che il Paese sta attraversando, dal punto di vista politico, e la combattuta decisione del Pd di andare al governo con i pentastellati: «L’Italia ha di fronte una sfida particolarmente impegnativa - ha detto l’ex ministro - una sfida che ha a che fare con alcune grandi questioni del Paese, ma anche con la democrazia italiana.

Sono convinto che questa sia una sfida da far tremare le vene e i polsi, ma sono anche convinto che questa partita andasse e vada giocata fino in fondo».

La sfida del governo con il “nemico” Movimento 5 Stelle, ma allo stesso tempo la sfida per indebolire e battere il populismo: «A Ferragosto ho detto che Salvini non è imbattibile - ha aggiunto durante il suo intervento Minniti a questo proposito - e lo penso ancora oggi. Penso anche che un governo non si fa per evitare il voto, ma per fare delle cose nell’interesse del Paese, ed è quello che ha in mente il Partito democratico.

Del resto, se il presidente della Repubblica ci chiama ad assumerci la responsabilità di un governo di legislatura, il Pd ha nel suo dna il principio del cambiamento e della responsabilità: il Partito democratico non si sottrae a quella sfida».

L’ex titolare del Viminale ha quindi ricordato che «abbiamo fatto un governo che ha un programma vasto e complesso, ma prima di tutto oggi abbiamo una missione politica: lavorare per un periodo lungo e allo stesso tempo svuotare il bacino di consenso del nazionalpopulismo. Un bacino cresciuto attorno a un sentimento straordinario - ha aggiunto Minniti, attaccando duramente il leader della Lega Matteo Salvini e la sua gestione del ministero, a partire dalla questione sbarchi - ovvero la rabbia, perché oggi in Italia ci sono tante persone che sentono di aver subito un’ingiustizia sociale».

Marco Minniti si è quindi soffermato su un tema a lui caro, quello della sicurezza, sottolineando un errore commesso diverse volte dagli amministratori democratici: «Se una persona ha subito un furto in casa - ha detto l’ex ministro dell’Interno - non possiamo rispondergli con le statistiche che dicono che i reati sono in diminuzione, perché a lui sembrerà che non abbiamo risposto. Noi dobbiamo affrontare seriamente questo tema, quello della sicurezza, perché è così che possiamo prosciugare la paura che nutre il populismo. Se il governo riesce a trasmettere questo messaggio, cioè che è possibile migliorare la sicurezza delle persone senza far venir meno i principi di umanità e solidarietà, avremo vinto la sfida, e avremo battuto il nazionalpopulismo. Per questo - ha concluso Minniti prima di congedarsi dai modenesi - penso che sia una sfida da far tremare i polsi». —



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