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Bar, ristoranti, fiorai e pescherie gli esercizi più “tartassati”

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Anche 24 euro al metro quadro per le attività commerciali più colpite Confcommercio: «Limitare la libertà dei Comuni nel decidere i costi» 

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L’ANALISI

La Tari è una voce fondamentale per i bilanci di tutte le attività commerciali.

Bar, caffè e pasticcerie a Modena spendono 19,90 euro al metro quadro. Quasi 4 euro in più rispetto alla media nazionale che è di 16,08 euro. Ma la città più cara dell’Emilia Romagna è Piacenza con 21,89 euro, la più economica è Cesena dove un bar spende appena 10,47 euro al metro quadro. Non va meglio all’ampia categoria della ristorazione che comprende ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub e birrerie: a Modena spendono 20,74 euro al metro quadro, circa 30 centesimi in più rispetto alla media nazionale. Anche in questo caso gli estremi in regione sono Piacenza (23,97) e Cesena (14,72). Tuttavia il record di spesa per le Tari se lo “aggiudicano” gli ortofrutta, pescherie, fiorai e pizzerie al taglio: a Modena si spende 24,12 euro, 18 centesimi in meno rispetto alla media nazionale. La città meno cara è Reggio con 16,04 euro, la più cara ancora Piacenza con addirittura 30,84 euro. I costi si riducono drasticamente per le altre attività commerciali, che ovviamente necessitano di uno smaltimento di rifiuti inferiore. Supermercati, macellerie e panifici spendono 9,59 euro al metro quadro. In Italia la media è di 10,78 euro, mentre in Emilia Romagna la forbice è compresa tra i 6,33 euro di Cesena e i 15,75 di Piacenza. Edicole, farmacie, tabaccai e negozi plurilicenze a Modena sborsano 4,97 euro al metro quadro, molto meno rispetto ai 6,86 della media nazionale. Qui è Bologna la più cara con 7,29 euro. Così come per le discoteche: Bologna a 9,13 euro, Modena a 3,62 euro, molto al di sotto della media nazionale che è di 7,42. Bene anche nella categoria dei negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie, ferramente e altri beni durevoli: a Modena si spende 4,89 euro al metro quadro, contro i 5,92 della media nazionale. Ancora meno il costo per le superfici espositive (auto, mobili ecc): appena 2,29 euro al metro quadro.

Ma non è tutto rose e fiori. Confcommercio evidenzia come «la Tari sia sempre più cara per le imprese del terziario: addirittura +76% negli ultimi dieci anni». Per Patrizia Di Dio, membro di Giunta di Confcommercio con delega all’Ambiente, la proposta è quella di «avviare con urgenza azioni concrete affinché si limiti la libertà fino ad ora concessa ai Comuni di poter determinare il costo dei piani finanziari includendo voci di costo improprie, come i costi del personale, vincolando gli enti locali al rispetto di norme di legge come quella che li obbliga a tenere conto dei fabbisogni. Un servizio efficiente di raccolta e gestione dei rifiuti urbani non può che portare benefici all’ambiente, ma anche a quell’irrinunciabile esigenza di decoro, di immagine e di igiene pubblica che dovrebbe caratterizzare normalmente le nostre città». —

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