Gazzetta di Modena

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mirandola 

Ospedale, cure palliative un aiuto a malati e familiari

Valentina Corsini

Il servizio esteso anche ad un ambulatorio per dare assistenza personalizzata Il sindaco Greco: «Bene ma è ancora tutto fermo l’hospice per l’Area Nord»

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Si arricchisce la rete delle cure palliative del Santa Maria Bianca dove dallo scorso 5 settembre, con cadenza quindicinale, i giovedì dalle 14 alle 16 sarà a disposizione dei cittadini il servizio ambulatoriale presso l’Unità Cure Continue al primo piano dell’ospedale. L’attività dell’ambulatorio si rivolge a persone con patologie in fase avanzata, sia oncologiche che croniche, quali insufficienza e scompenso cardiaco e renale e demenza senile, ed è garantita dal medico palliativista, dall’infermiere dell’assistenza domiciliare dedicato alle cure palliative, dagli psicologi e dai medici di base. Nell’ambulatorio si elaborano, propongono e condividono soluzioni di cura personalizzate e finalizzate al benessere della persona ammalata e dei suoi famigliari: consulenza sulla sintomatologia di difficile controllo, soprattutto il dolore, supporto nelle scelte di cura eticamente impegnative volte a contrastare l’accanimento diagnostico-terapeutico, accompagnamento nel percorso di consapevolezza e convivenza con la fase avanzata della malattia, orientamento rispetto alle risorse attivabili nella rete familiare e pianificazione anticipata delle cure. «È fondamentale informare i pazienti - ha detto Giuseppe Licitra, direttore dell’ospedale di Mirandola - affinchè sappiano che le cure palliative sono vere e proprie cure volte a migliorare la loro qualità di vita e a preservarne la dignità». «Nel 2018, nella nostra provincia, sono state 1443 le persone prese in carico a domicilio per le cure palliative - ha puntualizzato il dottor Paolo Vacondio, responsabile del Programma Cure Palliative - un 25% con patologie croniche e un 75% con patologie oncologiche. E il rapporto umano è un valore aggiunto: spesso io e Clara Belloni (coordinatrice del servizio infermieristico domiciliare per le cure palliative, ndr) facendo visita ai pazienti a domicilio restiamo con loro e le famiglie a chiacchierare o bere un caffè». Il sindaco Alberto Greco, dopo essersi commosso per aver rivissuto vicissitudini familiari in merito a queste patologie, nell’elogiare l’importanza delle cure palliative ha parlato anche di Hospice. Se entro l’anno sarà attivo quello di Castelfranco ed è in progettazione quello di Fiorano, per l’Area Nord è tutto fermo: «Si dovrebbe fare a San Possidonio ma sono sorte perplessità in quanto in caso di inondazioni si andrebbe sott’acqua. In più c’è un punto interrogativo anche sui finanziamenti: una delle due fondazioni inizialmente coinvolte sembra si sia tirata indietro…». —

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