Carcere: «L’ordine è garantito nonostante manchino agenti»
Venti uomini in meno. In un anno 141 provvedimenti per spaccio e risse La protesta dei sindacati: «Detenuti violenti non puniti, così siamo delegittimati»
Sovraffollamento ormai cronico, carenza di personale, soprattutto di sovrintendenti ed ispettori che hanno ruoli e competenze chiave, sindacati che hanno proclamato da mesi lo stato di agitazione arrivando a tappezzare l’ingresso del Sant’Anna con manifesti e striscioni, un’ispezione ministeriale sollecitata dalle stesse sigle sindacali.
In questo contesto ieri mattina, alla presenza di tutte le autorità cittadine, nel piazzale del carcere Sant’Anna di Modena si è celebrato il 202° anniversario della fondazione del corpo di polizia penitenziaria. Una festa per questo ramo della polizia di Stato che svolge funzioni fondamentali, come è stato più volte ricordato, perché impegnato non solo nel controllo ma nella prevenzione, nello “scortare” i detenuti nel loro percorso che dovrebbe essere riabilitativo. Il commissario Mauro Pellegrino, il comandante dei poliziotti di Sant’Anna, nel suo discorso illustrativo delle attività svolte da settembre 2018 ai 31 agosto scorso, è partito dalle difficoltà oggettive per arrivare a sottolineare come, nonostante i problemi, i risultati ottenuti siano “da molti ritenuti impossibili da perseguire”. Ma partiamo dalla carenze di personale: il numero ideale dice 248 unità, ma all'appello mancano almeno una ventina di uomini, soprattutto sovrintendenti ed ispettori e non si sa quando e se arriveranno i rinforzi. Al Sant’Anna, a fronte di una capienza ideale di 350 detenuti, di ospiti ce ne sono poco più di 500 e le guardie in più di sicuro fanno comodo.
«Nonostante questa inadeguatezza numerica - ha riferito il commissario Pellegrino - il personale, in un anno, ha vigilato ed osservato 1233 detenuti, attivando per 780 persone le complesse procedure di ingresso in istituto e per 745 volte quelle di dimissione. Per 1290 persone ha provveduto al prelievo di campioni biologici per l’alimentazione della banca dati nazionale del Dna». Risse rivolte, detenzione di droga? Sono state 141 le informative di reato, per fatti concernenti principalmente la detenzione e il traffico di sostanze stupefacenti, rissa, lesioni personali, minaccia, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, evasione. Quanto alle proteste dei sindacati circa la delegittimazione dei poliziotti stessi, la direttrice della struttura Federica Dallari è stata lapidaria: «Sono problemi sindacali, non ho nulla da riferire in merito». I sindacati invece rendono noto un episodio a loro dire esemplare: riferiscono di un detenuto, già noto per essere un facinoroso, al qual era stato negato di andare a svolger attività fisica perché in orari non consentiti. Per risposta questi ha sferrato un calcio ad un poliziotto che gli ha fratturato la tibia. I sindacati affermano che non è stato preso alcun provvedimento nei confronti del detenuto e che il caso non è stato nemmeno segnalato: «Questo di fatto - dicono i sindacati - delegittima il ruolo della polizia penitenziaria stessa». —
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