Scontro nel Pd, così Modena annulla l’incontro con Calenda
Era atteso da un dibattito con Bonaccini, dalla Festa parlano di «impegni» Intanto il partito chiude in utile il bilancio 2018, rinnovate il 93% delle tessere
Carlo Calenda questa sera non sarà, come previsto invece dal programma, alla Festa dell’Unità. Ufficialmente si tratta di «sopraggiunti impegni dei relatori». La realtà è un’altra: dopo l’annuncio dell’uscita dal partito, Stefano Bonaccini, che doveva essere al fianco di Calenda sul palco, e tutto il Pd non se la sono sentita di ospitare il “traditore”. Conseguenza naturale della spaccatura che si è creata a livello nazionale, il dibattito sarebbe diventato uno scontro: Calenda, insomma, non era gradito.
Intanto la Direzione provinciale del Pd modenese, riunitasi nella mattinata di ieri nell’area della Festa a Ponte Alto, ha approvato il bilancio consuntivo 2018 e il preventivo per il 2019 del Pd modenese, presentati dal nuovo tesoriere del Pd Maino Benatti, che, com’è noto, è subentrato nel ruolo nel maggio scorso. Il consuntivo 2018 chiude con un attivo di 8mila euro, ma soprattutto con una diminuzione significativa del debito.
Benatti spiega: «“Se il 2017 è stato un anno molto difficile dal punto di vista finanziario per il Coordinamento provinciale del Pd con un disavanzo superiore ai 300mila euro, il bilancio consuntivo 2018 ci presenta risultati molto più positivi. E’ stato infatti possibile diminuire il debito pregresso di alcuni Circoli e della stessa Federazione e, al tempo stesso, chiudere il consuntivo con 8mila euro di utile. Un risultato così importante si è potuto conseguire, innanzitutto, grazie all’utile della Festa 2018, frutto dello sforzo di tutta la macchina (volontari e dipendenti in primis) e alla attiva opera di ristrutturazione dei debiti pregressi e alla ottimizzazione delle spese. Tiene il tesseramento, nonostante un modico calo delle entrate: nel 2018 è stato rinnovato il 93% delle tessere. Elemento di preoccupazione è il calo del contributo degli eletti, causa il risultato delle elezioni politiche. Sono in diminuzione, però, anche le spese, a cominciare da quelle per il personale (-42mila euro). I dipendenti della Federazione sono, nel tempo, molto diminuiti. Oggi ci sono 9 persone, di cui 5 a tempo pieno e 3 a tempo parziale (4 i dipendenti in aspettativa). Ricordo che, dal 2020, scatterà l’obbligo per legge, come per tutti i partiti, di certificare il bilancio aggregato unico del Pd. L’obiettivo futuro rimane quello di garantire la capacità del partito di essere presente sul territorio». —
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