Abusi e botte alla figlia: padre arrestato
La ragazza ha raccontato una vita di soprusi. Solo pochi giorni fa è stata picchiata per la sua relazione con un italiano
I carabinieri della Compagnia di Sassuolo hanno arrestato un cittadino straniero di 51 anni, operaio, in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modena su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Monica Bombana.
La drammatica vicenda, nasce dal coraggio della figlia dell’arrestato, appena maggiorenne, la quale, stanca di subire continui maltrattamenti e violenze da suo padre, ha trovato finalmente il coraggio di recarsi dai carabinieri e denunciare tutto.
Un dramma familiare di lunga data, che si portava avanti da tempo, che aveva come attori un padre aguzzino ed una giovanissima figlia vittima.
Un padre aguzzino - stando al racconto della giovane - che avrebbe abusato di lei fin dall’ età di tredici anni.
Una serie di abusi che si sono consumati nel silenzio della casa occupata dalla famiglia. Non è dato sapere, al momento, se anche altri membri della stessa fossero a conoscenza - colpevolmente per non averlo rivelato - , di quello che succedeva tra le mura domestiche dove viveva la ragazza.
Il colpo finale, che ha fatto prendere la decisione di denunciare l'uomo, è scattato perché l’uomo non approvava la frequentazione di sua figlia con un ragazzo italiano e per questo, lo scorso mese di agosto l’aveva picchiata con un tubo in gomma, procurandole lesioni per le quali era stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale cittadino.
L'ultima violenza familiare, quella procurata con il tubo, è stata appunto anche quella che ha fatto scattare la ribellione e portato la giovane ha valicare il cancello della caserma dei carabinieri e raccontare il dramma che stava vivendo tra le mura di casa. Nel racconto della violenza subita, sono entrati anche particolari che riguardavano la sfera sessuale con atti che si erano nel corso degli anni rivelati un vero e proprio martirio del quale probabilmente rimarrà traccia per il resto della sua vita.
In particolare la giovane età della vittima, all’epoca dei fatti contestati tredicenne, è una componente traumatica gravissima sulla quale adesso potrebbe esserci anche il coinvolgimento del consultorio familiare o del “centro di ascolto” dei servizi sociali dell'Unione dei Comuni del distretto ceramico. L’obbiettivo finale è quello di recuperare dal punto di vista psicologico, la giovane.
Sassuolo non ha avuto tantissimi casi di questi tipo, ma il dubbio è che in diverse situazioni familiari, soprattutto di nuclei familiari composti da cittadini stranieri, l'omertà e la paura prendano il sopravvento sulla forza ed il coraggio di denunciare, con lo scopo di mettere fine a questo tipo di violenze domestiche.
A questo proposito è probabile che le indagini su questo caso potrebbero continuare e far emergere altri contorni accusatori per il 51enne che ora resterà in carcere. —
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