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vignola. il cordoglio dell’azienda 

Dondi ricordato dal presidente Sitma «Amico oltre che valido collaboratore»

Saverio Cioce
Dondi ricordato dal presidente Sitma «Amico oltre che valido collaboratore»

L’ingegnere morto per la caduta da un dirupo mentre cercava funghi a Fanano. Per anni responsabile dei controlli di qualità

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«Lascia un grande vuoto. È stato con noi in azienda sin quasi dalla fondazione e a parte la parentesi degli studi non ha mai lasciato la Sitma. La sua presenza era talmente importante che dopo essere andato in pensione è rientrato come consulente per la nostra ditta».

Aris Ballestrazzi, presidente della Sitma di Spilamberto per cui ha lavorato sino al 2011, ricorda così la figura di Claudio Dondi, 68enne, rimasto vittima sabato di una caduta in un burrone mentre andava a raccogliere funghi.

Nel momento in cui è accaduta la tragedia si trovava assieme al suocero nel boschi di Trignano di Fanano, luoghi che conosceva bene anche perchè nella frazione aveva una casa e lì tornava spesso per cacciare con gli amici e per riposarsi nei fine settimana. Sabato, sul monte Cappelbuso, è stato proprio il suocero di 84 anni a dare l’allarme; ha sentito un grido e poi il rimore di sassi che precipitavano a valle. Allarmato è corso subito verso il dirupo dove aveva lasciato pochi metri prima il genero.

Ed è lì, sul bordo di una scarpata profonda, che ha visto il corpo di Dondi, una cinquantina di metri più giù. Immobile e ormai privo di vita.

Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco che assieme a alla squadra Saf di Modena e con il coordinamento dell’elicottero sono riusciti a scendere nel burrone e recuperare la salma dell’ingegner Dondi.

«Abbiamo appreso con estremo sconforto di quello che è accaduto - così lo ricorda commosso Ballestrazzi - Claudio era un collaboratore validissimo oltre che un amico, con un rapporto che si è consolidato in decenni di lavoro in comune, fianco a fianco in azienda. Era entrato nell’azienda giovanissimo, nel 1968, tre anni dopo la nascita del nostro gruppo che oggi conta ben 190 dipendenti. Bene, all’epoca eravamo molto più piccoli e lui entrò come operaio. Due anni di lavoro e poi le dimissioni per iscriversi all’istituto tecnico, per completare gli studi. Poi ha preso il volo: prima perito e poi anche la laurea in Ingegneria. Così, quando si è ripresentato da noi, lo abbiamo accolto più che volentieri ed è rimasto con noi percorrendo tutti i gradini. Era responsabile dei controlli di produzione e di altro ancora, perchè era capace di avere una visione d’insieme oltre che essere uno specialista nella sua materia e nell’automazione industriale. Insieme abbiamo vinto molte sfide, superato i momenti negativi, le tante difficoltà necessarie per crescere. Siamo diventati anche amici, certo. Insieme condividevamo l’interesse per la caccia e siamo anche andati insieme in Appennino con cani e fucili». Claudio Dondi, 68 anni, lascia la moglie Giovanni e il figlio Francesco, specialista di veterinaria. La salma è a disposizione di Medicina legale per l’autopsia. —



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