Oggi l’addio al medico Giuseppe Loschi Perna: «Perso un amico e un fratello»
Il capitano del Modena Calcio: «A lui confidavamo tutto, era uno di noi. Ora abbiamo un motivo in più per fare meglio»
Dopo lo sconcerto, la voglia di sapere: la morte del dottor Giuseppe Loschi, trentasette anni, medico sportivo del Modena calcio nonché medico del pronto soccorso di Sassuolo e presidente della Croce Blu di Soliera, è stata causata da un attacco cardiaco. Anche se è un fatto certo, come spesso avviene in queste circostanze, è stato disposto un accertamento autoptico per chiarire la natura del malore che lo ha ucciso così giovane, nel pieno della usa attività professionale. Per questo ieri mattina alla Medicina Legale di Modena è stato svolto un esame diagnostico e quindi sono stati effettuati dei prelievi che ora saranno sottoposti ad esami di laboratorio (di solito richiedono parecchi giorni). Solo al termine di questo percorso medico-legale si potrà chiarire se è stato stroncato da una specifica malformazione cardiaca. Al termine dell’autopsia, sempre ieri pomeriggio, il pubblico ministero Giuseppe Amara ha rilasciato il nulla osta per la sepoltura. La salma è stata portata a Terracielo in via Emilia Est. Oggi proprio da Terracielo partirà alle 14.30 il corteo funebre diretto alla chiesa di San Giovanni Battista di Soliera, in piazza Fratelli Sassi dove alla 15 si terrà il funerale.
«Abbiamo perso un amico, abbiamo perso un fratello». Armando Perna, il capitano del Modena, parla a nome di tutta la squadra lui con dolore e grande affetto. «Con lui ci siamo trovati benissimo sin da subito. Anche per il suo ruolo, era una persona con la quale noi calciatori ci confidavamo sempre, gli confidavamo ogni minimo problema, sia fisico che, a volte, personale. Era vicino alle nostre famiglie... Insomma, uno di noi». Il capitano ricorda alcuni bei momenti, quelli ad esempio dell’ultimo ritiro: «Quando giocavamo a calcetto “il dottore” voleva sempre vincere. Ci dava dentro e qualche entrata la faceva, da difensore. Piedi normali, ma un bel marcatore. Si vedeva, lo capivamo tutti, che ci teneva, era affezionato alla maglia, a tutti noi. Si sentiva che gli piaceva fare il suo lavoro, stare in mezzo ai calciatori. Purtroppo la vita ci dà e la vita ci toglie. Ora abbiamo un motivo in più per giocare, per fare ancora meglio». Un decesso che ha destato dolore e incredulità: Giuseppe, giovane, amante e praticante dello sport, un mondo, quello sportivo, nel quale era cresciuto e che era diventato, oltre che una passione, anche la sua professione. Una morte arrivata all'improvviso, sabato sera, nel parcheggio della festa del Pd a Ponte Alto. Aveva trascorso una serata spensierata assieme alla moglie Isabella Faenza e al piccolo Nicolò, il figlio di soli due anni. Era salito in auto, la moglie stava chiudendo le cinture di sicurezza al figlio e in un attimo si è accasciato sul volante. E non si è più ripreso, nonostante gli immediati tentativi di rianimarlo sul posto e nel tragitto verso l’ospedale. Una vita per lo sport: otto anni nello staff dei medici sociali del Modena Calcio, due anni al Modena Volley (2016-2017 e 2017-2018) e, durante quest’ultima stagione, anche parte integrante dello staff sanitario dell’Hellas Verona. Ma non solo: Giuseppe, figlio di Gemmina e di Giuliano, segretario del Circolo Pd di Soliera, era anche medico al pronto soccorso dell’ospedale di Sassuolo e direttore sanitario della Croce Blu di Soliera. Saranno in centinaia oggi alla chiesa di Soliera per dare l’ultimo saluto all’amico. Il Modena Calcio sarà al completo: presenti pertanto tutta la squadra, la dirigenza, lo staff medico. Una maglia gialloblù sarà messa sopra ala bara, assieme ad un cuscino di fiori. La società oggi diffonderà un filmato a lui dedicato. Non mancherà il Modena Volley, con una delegazione che porterà un omaggio per ricordarlo. —
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