Prima funeral home in città È firmata “Terracielo” con sei sale del commiato
La formula sperimentata approda anche a Carpi Investimento da 2,8 milioni con spazi dotati di impianti audio, video e schermi
Taglio del nastro per Terracielo funeral home, ieri pomeriggio. La nuova casa del commiato ripropone, in via Lenin 9, la formula già sperimentata a Modena e Mirandola. Il regista è sempre lo stesso, veterano del settore da quasi 50 anni: Gianni Gibellini, presidente nazionale di Efi, Eccellenza funeraria italiana e amministratore delegato e socio di Cofim, azienda con 35 dipendenti e sede a Modena.
Con un investimento di 2,8 milioni di euro il progetto è divenuto realtà anche a Carpi. Sala dei carpini, del mare, dei campi, dell’aurora, del tramonto, del cielo: questi sono gli evocativi nomi delle sei sale del commiato che saranno a disposizione. La struttura mette a disposizione dei clienti un luogo in cui poter trasferire ed esporre il defunto prima del funerale: pratica molto utile, ad esempio, quando si necessita di tempo per organizzare la cerimonia, quando si desideri che il proprio caro possa essere esposto alle visite in un luogo adeguato, nel caso in cui l’abitazione risulti inadatta, o comunque in u n luogo più decoroso e accogliente rispetto a molte delle camere ardenti delle strutture sanitarie. Ogni sala è dotata di schermi e impianti audio che, comandati da una regia centrale, possono diffondere immagini video che ricordano i momenti della vita del defunto scelte dai parenti, così come le musiche preferite.
«Credo che la nascita di questa struttura sia molto importante per Carpi, che è una piccola capitale - ha argomentato Gianni Gibellini durante l’inaugurazione - Chi ci ha conosciuti a Modena e a Mirandola sa che facciamo di tutto anche perché i costi siano accessibili e soprattutto onesti, corretti anche fiscalmente e nel rispetto dei lavoratori che con noi hanno contratti regolari. In attesa che una legge nazionale per cui ci battiamo da anni porti trasparenza e ordine in questo comparto complesso dove ancora si manifestano concorrenza selvaggia, evasione fiscale, lavoro nero e dove non si possono escludere infiltrazioni della criminalità organizzata - continua Gibellini usando parole dure - Dobbiamo impegnarci tutti a migliorare questo settore. È un dovere che sento come imprescindibile, in particolare da quando sono stato chiamato a presiedere una federazione nazionale di imprenditori, l’Efi, che riunisce le vere imprese funebri del nostro paese che cercano di fare questo mestiere nel migliore dei modi. Quanto sarebbe necessaria l’attenzione delle istituzioni cui da tempo chiediamo una politica fiscale a vantaggio dei cittadini, con un’aumentata detrazione dei costi funerari, e un concreto sostegno alle imprese che innovano creando nuova e significativa occupazione».
«Non mi sono mai sentito circondato da tanto affetto - ironizza Gibellini - come da quando, molto spesso, i direttori di banca si accertano della mia salute e di come mi vanno le cose... Scherzi a parte: perché un imprenditore non dovrebbe mettersi in tasca in fretta quello che ha guadagnato? La felicità dell’imprenditore è nella soddisfazione di chi beneficia del suo lavoro e nella fiducia che si instaura con i propri lavoratori e con la gente. Oggi a Carpi facciamo la stessa promessa che facemmo ai modenesi 9 anni fa e ai mirandolesi 4 anni fa: ci impegneremo al massimo, con tutta la nostra esperienza per fare di questo luogo un luogo di tutti». —
S.A.
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