Gazzetta di Modena

Modena

gli amici della vittima 

«Era ormai soggiogato Non riusciva a parlare»

Valentina Corsini

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Il giorno dopo la notizia dell’arresto dell’imprenditore che schiavizzava e violentava l’operaio che lavorava nella sua ditta, la cittadina della Bassa è sotto choc. Nei bar, per le strade, i mirandolesi si domandano come sia stato possibile arrivare a questa drammatica vicenda che, a quanto pare, durava da un paio d’anni. Ma letta la notizia si moltiplicano anche le testimonianze di chi conosceva la vittima e, in qualche modo, aveva capito che stava vivendo un inferno. «No, non riesco a considerarlo nemmeno un gesto bestiale - racconta un amico della vittima , che come altri nell’esporsi preferisce però mantenere l’anonimato - Bifulco è andato oltre ogni livello, oltre ogni limite immaginabile: quello che ha fatto non è una cosa umana. Non sono davvero in grado di trovare una parola con cui definirlo. Siamo tutti scioccati, sconvolti, perché il nostro amico è una brava persona, è come un fratello per noi. Speriamo solo si possa ristabilire e di vederlo e riabbracciarlo presto».

Ancora più sconvolgente il racconto di un altro amico del 38enne: «Qualche mese fa lui e Bifulco sono venuti insieme in uno dei posti dove lavoro. A 10 metri di distanza non ho riconosciuto il mio amico da gran che era conciato male: aveva gli occhi gonfi e la faccia di color verde per i lividi. Quando gli ho chiesto cosa gli era successo lui mi ha risposto con la versione fasulla che Bifulco gli aveva detto di raccontare. Mi ha detto: “Sono andato a Modena e dei pakistani mi hanno picchiato”. E Bifulco, per avvalorare questa tesi, ha aggiunto: “Ecco, vedi, guarda cosa gli hanno fatto…”. Un’altra volta il mio amico aveva il braccio rotto e gli occhi gonfi. Mi ha detto che era caduto dalle scale: altra bugia che Bifulco gli ha imposto di raccontare. Purtroppo lo aveva completamente soggiogato, sfruttando anche i suoi problemi famigliari. Ho telefonato al mio amico lunedì sera ed era appena uscito dalla sala operatoria: non riusciva nemmeno a parlare... Spero si rimetta presto». —

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