Il Pd chiude la Festa con 1,6 milioni di euro
Bilancio positivo per gli eventi: 200mila persone. Il traino dei ristoranti: oltre 13mila pezzi di gnocco e 5300 grigliate
Le certezze restano tutte. Ad esempio, è certo che la sera del 6 settembre pioverà, quindi meglio evitare di chiamare qualche big. E poi ci sono le crescentine che battono il gnocco fritto, ma sempre di pochissimo: 13.956 pezzi ordinati a 13.302, mentre i borlenghi sono fermi a quota 3.754. Ma quest’anno il Pd modenese di certezze ne ha una in più: dopo qualche anno di flessione, la festa provinciale ha ripreso vigore, superando del 20% l’incasso del 2018 e sfondando quota 200mila presenze. Ad annunciarlo, poche ore prima dell’ultima serata - ovviamente accompagnata dalla pioggia… - è stato il segretario provinciale Davide Fava, che ha salutato un’edizione di lusso nonostante il meteo (almeno dal punto di vista delle precipitazioni) sia stato meno clemente rispetto agli anni passati. Per quanto riguarda i numeri, dunque, la Festa de L’Unità 2019 si è chiusa superando il milione e 600mila euro di incasso lordo, ovvero un quinto più del 2018, con un numero di ingressi stimato in 200mila persone, di cui 55mila hanno seguito i concerti e gli spettacoli all’Arena sul lago. E sono stati proprio gli spettacoli, con un cartellone degno di un festival musicale, il primo fattore che ha tirato su i numeri della festa, che senza dubbio ha richiamato tante persone anche da Reggio, vista la scelta del Pd locale di non organizzare la kermesse di fine estate. «La Festa de l’Unità “Casa Emilia” - commenta il segretario - è stata progettata in un contesto politico completamente diverso da quello in cui poi si è realizzata. Abbiamo avuto l’opportunità di condividere la caduta del governo gialloverde e il dibattito che ha portato alla nascita del governo Conte bis con tutta la comunità del Pd modenese. Il primo ringraziamento va naturalmente ai nostri volontari, la nostra risorsa più preziosa - continua Fava - una comunità coesa, competente, matura, capace di una elaborazione politica serena e ragionevole». Per dare un’idea del lavoro dei volontari - fino a 800 nei fine settimana - nei ristoranti di Ponte Alto sono state ordinate 2.693 crespelle, 3.111 piatti di fritto misto all’italiana, 5.300 grigliate di carne, 3.754 borlenghi, 1.838 piatti di tortelloni di zucca, 3.948 paelle, 7.682 pizze, 13.956 crescentine e 13.302 pezzi di gnocco fritto, e oltre 15mila porzioni di patatine fritte. L’unico rammarico resta per gli incontri saltati per maltempo - quello con il vescovo don Erio Castellucci - o per la situazione politica nazionale - quelli con l’ex premier Gentiloni e con il segretario Zingaretti - ma la volontà è quella di recuperarli: «Vedremo se organizzare eventi specifici o inserire gli appuntamenti all’interno di altre iniziative - chiude Fava - anche se non è detto che non organizziamo altre feste a breve…». —
L.G.
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