«Punto nascita, si può riaprire» Bonaccini discute con Speranza
L’incontro a Roma per rivedere il limite dei 500 parti all’anno per tenere aperti i reparti nelle zone in montagna. Nuove prospettive dopo lo stop del 2017
«Pronti a discutere la revisione dei parametri nazionali sui Punti nascita e a garantire ciò che serve per un'eventuale riapertura».
Il nuovo spiraglio per la riattivazione dei reparti chiusi nell'ottobre 2017 nelle aree montane, tra cui quello di Pavullo, arriva direttamente dal presidente della Regione Stefano Bonaccini.
Già a inizio anno, lo si ricorderà, aveva posto sul tavolo il tema della riapertura registrando da pare dell'allora ministro della Salute Giulia Grillo (5 Stelle) la disponibilità a rivedere nel nuovo Patto per la Salute il parametro dei 500 parti annui, soglia minima per tenere aperto un reparto, che ha “condannato” alla chiusura i Punti nascita montani.
Dove però sono emersi disagi, anche pesanti, legati alla particolarità geografica dei territori e le condizioni meteo, specie invernali. All'apertura però non sono seguiti passi concreti vero il nuovo Patto, e ora la stessa richiesta Bonaccini l'ha rilanciata al nuovo ministro della Salute Roberto Speranza (Pd), a pochi giorni dal suo insediamento. Come presidente della Conferenza delle Regioni, Bonaccini lo ha incontrato a Roma. Un faccia a faccia giudicato “molto positivo”.
«Sui Punti nascita ho chiesto al ministro Speranza un incontro specifico con le Regioni – sottolinea Bonaccini – È un tema cruciale per i territori, ma la loro attività dipende da parametri fissati a livello nazionale. Per questo vogliamo approfondire con lui la ricaduta sociale che la chiusura di alcuni Punti nascita, sulla base dei parametri oggi in vigore, sta comportando sulle comunità locali, nelle zone montane e nelle aree interne. Le Regioni sono pronte al confronto sull’eventuale revisione di tali parametri, se dovesse rivelarsi necessaria».
«Un confronto – ha ribadito – che deve partire dal garantire la sicurezza di mamme e bambini, sulla base di pareri tecnici e scientifici della comunità medica».
Se sarà possibile assicurare adeguati standard anche sotto ai 500 parti, Bonaccini ha confermato la disponibilità a sostenere gli investimenti necessari per riaprire. Ecco il passaggio chiave: «In Emilia Romagna la Regione è disposta a garantire le strutture e il personale necessario per i Punti nascita in cui oggi l’attività è sospesa, qualora dovessero cambiare i requisiti richiesti». Nell'incontro si è parlato anche di superamento del superticket: «Al ministro ho ricordato che l’Emilia Romagna ha aperto la strada – ha rimarcato Bonaccini – abolendo i superticket sanitari su visite ed esami dal 1° gennaio scorso per tutti i redditi familiari fino a 100 mila euro e il ticket base da 23 euro sulle prime visite per i componenti delle famiglie con almeno un figlio, facendo risparmiare oltre 32 milioni di euro l’anno agli emiliano-romagnoli. È giusto estendere questa misura all’intero Paese: il ministro intende lavorarci insieme alle Regioni». —
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