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dopo l’annuncio del via libera del ministro 

«Bretella, basta coi proclami È inutile, lasciatecelo spiegare»

Luca Gardinale
«Bretella, basta coi proclami È inutile, lasciatecelo spiegare»

I comitati: «Pensata 40 anni fa quando non c’era la superstrada, serve altro» «De Micheli si confronti con noi e sospenda il progetto esecutivo, mai visto»

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Era “vecchia” e “superata” con il vecchio governo, e ovviamente lo è anche con il Conte bis. Se il nuovo ministro delle Infrastrutture De Micheli ha fatto sapere che entro pochi giorni arriverà il via libera alla Campogalliano-Sassuolo, i comitati contrari alla Bretella hanno preso carta e penna per ricordare al governo tutti i motivi per cui l’opera oggi non ha più senso. «Al grido di “poche chiacchiere e più fatti” - si legge nel testo - come del resto tutti i suoi predecessori, il neo ministro Paola De Micheli affronta il tema delle grandi opere in Emilia Romagna, e in particolare della Campogalliano-Sassuolo».

Quattro i punti sottolineati dai comitati: «La Bretella è un’opera vecchia come concezione, pensata ormai più di quarant’anni fa, quando si dismettevano ferrovie per fare solo strade, con l’idea, ancora follemente accarezzata da qualcuno, di arrivare fino a Livorno, su gomma, anziché su ferro. È un’opera superata - incalzano i no Bretella - perché la vera esigenza del comparto ceramico è affrontare il nodo della mobilità interna, l’inquinamento e i costi energetici, e una strutturale debolezza della logistica che si affida a “padroncini” e imprese estere di trasporto che competono solo sui costi del personale».

Secondo i comitati, inoltre, la Campogalliano-Sassuolo è anche inutile, «perché nel frattempo è stata realizzata una superstrada a due corsie per senso di marcia con svincoli a doppio livello che corre parallela, connessa con la viabilità del distretto ceramico e gratuita, tranquillamente in grado di reggere il traffico attuale. Un’opera che è anche dannosa per il territorio - aggiungono i comitati - perché impatta sulla conoide del Secchia e sulle zone di ricarica delle falde acquifere che alimentano di acqua potabile Modena e i comuni a nord della via Emilia, oltre 400mila persone. E per restare ai fatti, non è compatibile con la viabilità già realizzata dalla provincia di Reggio Emilia, che corre parallela alla A1, confligge con il percorso del collegamento ferroviario Dinazzano-Marzaglia, opera non ancora realizzata, forse proprio perché alternativa alla Bretella e troppo economica».

Al ministro, i comitati chiedono dunque «parole chiare, in un confronto aperto, anziché gli ennesimi proclami che paiono soddisfare solo gli interessi di chi l’opera la vuole realizzare. E se il ministro dichiara di conoscere il problema, allora perché non si rende disponibile ad un incontro, per entrare nel merito delle osservazioni che abbiamo sollevato? Saremmo felici di poter discuterne al più presto con lei».

Quindi, la richiesta di sospendere l’approvazione del progetto esecutivo e di poter incontrare il ministro a Roma o in un incontro pubblico ad hoc a Modena. «Il progetto definitivo non è mai stato presentato pubblicamente nei nostri territori - ricordano i comitati - se non in due occasioni a porte chiuse riservate agli amministratori locali e alle imprese del distretto ceramico». —

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