Sotheby’s chiama Bottura come esperto d’arte Sceglie le opere all’asta
A New York lo chef curatore di una vendita benefica «Nel contemporaneo spesso l’ispirazione per i miei piatti»
Lo chef tristellato modenese Massimo Bottura sceglie alcune opere di famosi artisti dal valore milionario e le batte all’asta presso la Casa la Sotheby’s, una delle principali dase specializzate al mondo.
L’evento avverrà a New York il prossimo 26 settembre ed è la prima volta che la celebre casa d’aste affida a uno chef un “lavoro” importantissimo - e difficile - come quello del banditore d’asta. Una scelta non casuale, ma con cognizione di causa. Lo chef modenese è infatti grande appassionato di opere d’arte contemporanea, e con il tempo ha accumulato non solo una collezione personale ma è diventato un esperto riconosciuto.
Bottura ha scelto opere di italiani e stranieri notissimi come Alighiero Boetti, Francesco Clemente, Tracey Emin, Eric Fischl, Sam Francis, Damien Hirst, Alex Katz, Robert Longo, Michelangelo Pistoletto, Ed Ruscha. Inoltre lo chef ha scelto anche autori meno noti ma molto interessanti: da Cecily Brown, George Condo, Keyy James Marshall, Malcom Morley e Vik Muniz a Kenneth Noland, Richard Pettibone, Elisabeth Peyton e Ugo Rondinone.
Il quadro della Brown proposto, ad esempio, viene presentato con una stima massima pari a 3 milioni di dollari mentre il ritratto di Katz “Double Ada” vale in partenza almeno 600mila dollari mentre il Ruscha proposto vale almeno un milione e mezzo. Le opere provengono da importanti collezionisti e gallerie straniere che hanno deciso di vendere e il primo chef a essere incaricato è appunto il patron della Osteria Francescana di via Stella che in un video sul sito di Sotheby’s oltre a celebrare le eccellenze di Modena, in particolare il mercato di via Albinelli, spiega la sua passione per l’arte contemporanea. «È molto importante lavorare e vivere insieme all’arte contemporanea - dice Bottura - e imparare a conoscerla. Guardi un’opera e la compri, ma solo quando la frequenti per diverse ore al giorno impari veramente a conoscerla. È stata mia moglie Lara Gilmore (americana, collezionista ed esperta d’arte, ndr) a farmela conoscere e mi ha aperto la mente. Ho iniziato a guardare all’arte contemporanea in una maniera più profonda e ad usarla per rubare agli artisti le idee e trasformarle in bocconi commestibili».
L’arte, dunque, ormai da anni fa parte della vita di Massimo Bottura, non solo per la sua grande passione per la musica (ha migliaia di vinili), ma anche perché le opere d’arte visiva affollano sia la Francescana sia la nuova guest house “Maria Luigia” aperta nella campagna alle porte della città. Ogni spazio frequentato dallo chef e Lara Gilmore è ricca di opere, così come negli spazi privati e lavorativi non mancano le firme del design come ad esempio Patricia Urquiola. Bottura si definisce un cuoco e un artigiano, mentre il critico Achille Bonito Oliva lo ha indicato come il sesto artista del movimento della Transavanguardia, la corrente fondata dallo studioso a Modena insieme al gallerista Emilio Mazzoli. Tra le opere scelte per la vendita di fine settembre lo chef spiega di amare molto la rivisitazione della bicicletta Dursley-Pedersen realizzata da Simon Starling: «Lo amo - conclude lo chef modenese - perché è esattamente quanto facciamo noi in cucina quando creiamo la ‘parte croccante delle lasagne’: rompiamo e ricostruiamo le cose, partiamo dal passato e creiamo il futuro». L’iniziativa ha anche finalità benefiche e servirà a raccogliere fondi per sostenere la ricerca sul cancro alla vescica. —
S.L.
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