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Bonaccini ha deciso: si vota il 26 gennaio Lunedì l’ufficialità sulle elezioni regionali

Luca Gardinale
Bonaccini ha deciso: si vota il 26 gennaio Lunedì l’ufficialità sulle elezioni regionali

Fissato l’appuntamento con il presidente della Corte d’Appello di Bologna: tempi troppo stretti per novembre

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Il d-day è fissato per lunedì, ma i dubbi ormai sono pochi: nonostante la situazione sia nettamente cambiata, con i sondaggi favorevoli e un centrodestra che non ha ancora trovato l’accordo sul candidato, il presidente della Regione Stefano Bonaccini indicherà il 26 gennaio come data per le nuove elezioni che lo vedranno ricandidato per il centrosinistra.

Per avere l’ufficialità, dunque, bisognerà aspettare l’inizio della prossima settimana, quando il governatore incontrerà il presidente della Corte d’Appello di Bologna per definire insieme la data, che tecnicamente potrebbe essere compresa tra il 27 ottobre e il 26 gennaio. Ma alla fine si andrà a votare nell’ultimo giorno disponibile, anche se per un po’ il presidente ha ragionato sulla possibilità di andare alle urne tra metà e fine novembre: una possibilità interessante per il centrosinistra, visti i sondaggi che danno Bonaccini avanti di nove punti (45% contro 39%) su Lucia Borgonzoni, sempre che il pressing di Fratelli d’Italia per cambiare cavallo non abbia successo, dal momento che per ora è solo la Lega a volere la candidatura dell’ex sottosegretario. La tentazione, per il centrosinistra, sarebbe dunque quella di andare al voto al più presto, ma ci sono tre motivi che hanno fatto pesare molto di più la parte della bilancia con scritto “fine gennaio”: il primo è di carattere amministrativo, perché a fine anno la Regione dovrà approvare la manovra economica; il secondo è politico-organizzativo, perché andare al voto a fine novembre vorrebbe dire partire subito con la fase più attiva della campagna elettorale; infine, il motivo più politico, ovvero la volontà del Pd e del presidente di trovare un’intesa con il Movimento 5 Stelle dopo l’accordo che ha portato al Conte bis. Una volontà sulla quale il governatore è stato sempre più esplicito negli ultimi giorni, e che dopo le resistenze iniziali dei pentastellati ha portato ad avviare un dialogo: il problema è proprio quello del nome, perché i Cinque stelle entrerebbero a far parte di una coalizione di centrosinistra solo a patto che il candidato sia civico, e quindi non Stefano Bonaccini. Una richiesta irricevibile per il Pd, anche se la trattativa non si è interrotta: al momento la soluzione sembra lontana, e sostanzialmente legata alla possibilità che, non avendo per ora un candidato, il Movimento finisca per cedere su Bonaccini. E mentre si aspetta l’ufficialità della data, in casa Pd iniziano i movimenti per le candidature modenesi al Consiglio regionale: al momento sembra scontata la ricandidatura degli uscenti, mentre la “new entry” più probabile resta quella dell’ex presidente del Consiglio Francesca Maletti. Se all’inizio una sua coesistenza come candidata con l’uscente Giuseppe Boschini sembrava quasi impossibile, la scelta di Maletti di appoggiare convintamente l’attuale segretario Zingaretti alle primarie ha ormai allontanato le strade dei due big cattolici, aprendo così la porta a una sfida che si preannuncia interessante. —



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