Danilo Tavoni l’84enne re dei battilastra modenesi
Il simbolo della Motor Valley? Un minuto 84enne che piega la lamiera come si faceva una volta e nel suo garage-laboratorio a Modena Est realizza repliche delle più grandi moto del passato. Sulle pareti gli utensili che lui stesso ha costruito. Danilo Tavoni, “battilastra dal 1948” come recita lo slogan sul manifesto che campeggia nel suo stand, è a Modena Motor Gallery con il suo cagnolino Chico che lo segue ovunque e tante cose da dire a chi gliele chiede. Enzo Ferrari quando lo vedeva al lavoro da Vittorio Stanguellini nell’immediato dopoguerra («Eh, ho cominciato a 12 anni») lo chiamava “Mani d’oro”.
Saldare, plasmare la lamiera, creare telai e tubi. Lo ha fatto per decenni, dopo Stanguellini per Lamborghini, partecipando anche al progetto Lambo di Formula 1 e lavorando poi per altre aziende della zona. Per Maranello ha fatto gli scarichi del motore 12 cilindri per le sale prove. Ultimamente si è dedicato soprattutto alle moto. A Modena Motor Gallery espone tra l’altro una replica di una Mv Agusta (con motore made in Japan). Riesce a costruire a mano e con il cannello della fiamma ossidrica un parafango in mezz’ora e anche meno e lo fa volentieri vedere ai visitatori dal vivo. «Fangio quando provò la Stanguellini junior ci disse che i tubi di scarico posteriori andavano secondo lui modificati. Così facemmo, senza stampi, con sabbia e fiamma, risparmiando molto su tempi e costi. Li ho fatti tutti io quelli che vede sulle macchine che vede in giro». Sesto di 10 figli, Tavoni ha una vera e propria passione per la lamiera. «Se vado nel mio laboratorio mi passa il nervoso e il mal di testa». —
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