Gazzetta di Modena

Modena

mirandola 

Gli interventi iniziati dopo la visita del Papa

P.D.

1 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. Il sisma del 20 e del 29 Maggio del 2012 colpì pesantemente la chiesa di Santa Maria Maggiore arrecando ingenti danni strutturali come il collasso delle volte della navata centrale e laterale sinistra, il crollo di parte del cleristorio e del timpano della facciata. I lavori di restauro sono durati anni e l’inizio fu annunciato dal vescovo Francesco Cavina durante la visita di Papa Francesco nell’aprile del 2017 proprio sul sagrato della Chiesa. «Il complesso progetto che conduce oggi alla riapertura del Duomo ha dovuto coniugare numerosi aspetti» afferma la sopraintendente del Ministero per i beni e le attività culturali Cristina Ambrosini. «Alla base di tutto il progetto - aggiunge l’ingegner Marco Soglia - l’idea di ricostruire il Duomo com’era, seppure con l’utilizzo di materiali più leggeri - quali, ad esempio, legno e acciaio - per gravare il meno possibile sulle strutture sottostanti e far sì che l’edificio resista più efficacemente ad eventuali futuri eventi sismici, oltre che a predisporlo affinché le prossime manutenzioni possano svolgersi in sicurezza». —

P.D.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google