La fonderia va via fra tre anni Nasce l’hashtag: #ancheprima
Alla Madonnina la protesta non si placa e il comitato lancia una nuova campagna «Nessuna indagine sulla qualità dell’aria: la centralina non esiste ancora»
«La Fonderia andrà via nel 2022? Facciamo #ancheprima».
La protesta sugli odori e sulla qualità dell’aria alla Madonnina esce dal quartiere e diventa sempre più social. Ancora una volta, a levare la voce è il comitato Respiriamo aria pulita Modena. Tre generazioni di residenti si sono incontrati ieri mattina. A fianco della polisportiva Madonnina che dà il nome alla zona reggevano uno striscione ed esprimevano la voglia di farsi sentire.
«Dal nostro punto di vista gli odori ci sono ancora», ha rimarcato Chiara Costetti, componente del comitato dalla prima ora (Costetti di professione è avvocato). Come legale ha dato un contributo all’esposto presentato in Procura dal comitato; come madre si preoccupa soprattutto per la salute dei bambini della zona.
«Insistiamo perché siano intensificati i controlli nelle scuole – ha chiarito Costetti – che nella zona sono sette. Nell'area però non sono state mai fatte indagini sull’aria che respirano i bambini a scuola». L’hashtag “#ancheprima” nello striscione prende spunto da una lettera. I residenti l’hanno ricevuta l’8 maggio scorso. Il mittente era il Comune, anche se Costetti ha mostrato scetticismo sulla sua efficacia: «non ha valore giuridico perché non è firmata».
Tra le rassicurazioni ricevute via lettera, la possibilità che la Fonderia di via Zarlati possa trasferirsi «anche prima» del 2022 (come concordato). Come risposta, tre giorni dopo il comitato era in sit-in davanti alla Preda Ringadora. «Abbiamo chiesto che venissero fatti investimenti – ha proseguito l’avvocato – e raccolto 2.500 firme, che sembrano cadute nel nulla. Abbiamo capito che nessuno ha intenzione di fare investimenti. A questo punto, per noi è ora che venga messo in pratica sia l’impegno elettorale sia il contenuto del protocollo tra Fonderia e Comune. Tale protocollo prevede uno “spacchettamento” dell’azienda entro il 2022. Mancano due anni e i tempi sono strettissimi: vogliamo capire a che punto è il programma di questo protocollo».
Il comitato propone di poter conoscere una sorta di cronoprogramma. Una tabella con mesi e interventi svolti, come quelli visibili nei cantieri, per comprendere gli avanzamenti dei lavori. Altro punto su cui non intendono mollare la presa è la centralina per monitorare gli odori.
«L’abbiamo chiesta sin dal primo momento – ha ricordato Costetti – ma abbiamo capito che da parte dell’amministrazione l’intenzione non c’è. In ogni caso, continueremo a chiederla». Avanzata la domanda di garanzie per i lavoratori «perché il testo del protocollo non contiene accordi blindati». Infine, il comitato ha lanciato un appello al consiglio comunale «perché non la questione delle fonderie non sia dimenticata». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
