Otto campane in “allegrezza” Un complesso restauro per farle tornare a suonare
Il recupero dei vigili del fuoco e i lavori di cesello alla Fonderia Capanni Il campanaro Gagliani: «Un’emozione sentirle riabbracciare la città»
la storia
Suonano, suonano a festa o come si dice gergalmente in “allegrezza” le campane del Duomo di Mirandola riempiendo di musica ed emozione la piazza gremita di gente. Sono loro che dall’alto del campanile danno voce solenne ai restauri eseguiti e sono un segno potente per tutti i cittadini: sono la voce di una importante tradizione che tutti i mirandolesi finalmente ritrovano.
«Otto sono le campane che abbiamo sentito ripetutamente suonare», racconta Cristian Gagliani, campanaro di professione, figura assai rara di questi tempi a causa della completa automazione delle campane, ma che ancora oggi ha una funzione importante come esperto conoscitore di musica e di melodie realizzate attraverso gli scampanii.
Cristian, la cui professione non può che catapultarci a Parigi facendoci pensare al mitico “Gobbo di Notre Dame” di Victor Hugo o più modestamente farci ricordare quella ninna nanna dell’infanzia in cui protagonista era “Fra Martino campanaro”, ha curato l’intermediazione tra la ditta appaltatrice dei restauri e la Fonderia Capanni che ne ha eseguito la riparazione garantendo che il tutto fosse svolto a regola d’arte.
I lavori sono stati infatti affidati alla storica fonderia Capanni di Castelnovo né Monti, in provincia di Reggio Emilia che da 500 anni restaura e fonde impianti di campane per le chiese di tutto il mondo. Il restauro è avvenuto attraverso un lavoro di recupero dell’antico castello ligneo di sostegno, sostituendo parte degli elementi che il terremoto aveva danneggiato e ripristinando la completa elettrificazione del suono.
«Le due più grandi per dimensioni sono dentro alla cupola, mentre le altre 6 sono nella cella inferiore con 4 campane montate “alla modenese”- continua Gagliani - ovvero montate in modo tale che hanno la possibilità di accogliere ancora oggi una squadra di campanari esperti, nonostante il sistema sia completamente elettrizzato. Nella cella superiore troviamo il Campanone del Crocefisso in RE che pesa 1360 kg. Nella stessa cella è alloggiata la storica campana civica - detta dai mirandolesi “Il Campanone” in MI calante che pesa circa 1000 kg e che fu fusa da Pellegrino Pedretti nel 1732. Questa è una campana che suona a distesa nelle feste civili. Nella cella inferiore abbiamo campane di più piccole dimensioni dette “Grossa” in FA che risale al 1736; la “Mezzana, la “Mezzanella” e la “Piccola” in SOL, LA e DO del 1954; e infine le più attuali, la “Quarta” e la “Piccola”, opere della Fonderia Capanni nel 2005».
Nonostante le campane fossero state gravemente ferite dal sisma, in particolare una, che venne recuperata dai vigili del fuoco in quei terribili giorni, prima che cadesse al suolo, è stato possibile sistemarle e farle suonare come prima del terremoto. E così a Mirandola, in un bel pomeriggio di sole di inizio autunno, hanno ricominciato a suonare in “allegrezza” alle 17, per trasformarsi a “festa” alle 18 quando tutte le otto campane si sono scatenate in concerto accompagnando la processione del clero che attraversava la piazza per entrare in Duomo e dare il via alla messa solenne. —
P.D.
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