Bretella Campogalliano-Sassuolo, c'è la firma sul progetto
Il ministro De Micheli annuncia l'atto: ora l'elaborazione del progetto definitivo con alcuni aggiustamenti. La soddisfazione di Bonaccini
SASSUOLO «Venerdì è stato firmato l'accordo sul progetto esecutivo per la Campogalliano-Sassuolo. Non escludo che possano essere necessari alcuni piccoli correttivi sul progetto definitivo, comunque ci sarà un tavolo per la definizione metro per metro del percorso. Nel frattempo le esigenze che sono emerse possono essere raccolte». Lo ha annunciato, a margine del Cersaie, la fiera della ceramica di Bologna, la ministra delle infrastrutture Paola De Micheli.
La Campogalliano-Sassuolo è una bretella autostradale molto cara alle imprese della ceramica che si concentrano, in buona parte, proprio nella zona dei Sassuolo. «Intanto si può partire - ha detto la De Micheli - e a breve anche sul passante di Bologna, dove devo solo fare una verifica amministrativa, ma non riesco mai ad essere in ufficio».
«Dopo 30-40 anni partirà il cantiere della bretella Campogalliano- Sassuolo: il ministro De Micheli ha firmato l'ultimo atto che serviva. Si chiude quindi una vicenda che ci aveva visto discutere con il ministro Toninelli, avevamo atteso l'analisi costi benefici che aveva confermato la bontà di quel progetto. Oggi con l'annuncio del ministro possiamo dire di aver scritto la parola fine che in realtà è la parola inizio per una infrastruttura attesa da tanti anni». Così Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha commentato il via libera al progetto esecutivo della Campogalliano-Sassuolo.
L'infrastruttura, ha detto «permetterà di togliere traffico pesante dalle vie secondare a partire dalla via Emilia e permetterà di collegare in pochi chilometri all'Europa e al Brennero ciò che parte dal distretto ceramico che da solo fa oltre l'80% della produzione ceramica italiana. Il fatto che questa regione sia nettamente prima per export per quota pro capite anche rispetto alla Lombardia e al Veneto, e lo è stabilmente anzi addirittura in crescita aumentando il distacco, dà l'idea che in primo luogo che merito è loro, per quello che sanno fare gli imprenditori con le loro maestranze, ma c'è certamente un patto istituzionale dentro il patto per il lavoro che ha dimostrato che mettendo le parti sociali si è più competitivi»
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