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OTTANTOTTO VETTURE da tutt’italia 

Cittanova invasa dal più grande raduno di Autobianchi A112

G.M.

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Bianche, blu, color oro, crema, ma soprattutto rosse e nere. Ottantotto A112 si sono date appuntamento ieri in città in occasione di Modena Motor Gallery. Il più grande raduno europeo - dicono stanchi ma felici gli organizzatori - visto che nemmeno a Desio, dove la piccola Autobianchi è stata costruita, ne erano arrivate tante in una manifestazione simile. Chiusura col botto ieri della mostra-mercato di auto e moto d’epoca organizzata a Cittanova, e dove alle cinque di pomeriggio sono arrivate le piccole ma rombanti A112. Dopo una visita alla collezione Righini di Panzano, un’oretta in pista all’Autodromo di Marzaglia e un lauto pasto in un locale agriturismo si è concluso così il raduno promosso dal Club Motori di Modena-Scuderia Modena Corse. Ispirano immediatamente simpatia le A112, costruite dal 1969 al 1986 in sette serie diverse e oltre 1 milione e 200 mila esemplari. Tanti le hanno avute o guidate, hanno una linea riconoscibile in soli 3 metri e 23 centimetri di lunghezza e anche un palmares sportivo di tutto rispetto. Infatti le versioni più rappresentate al raduno sono le Abarth, qualche 58 hp dei primi anni Settanta e poi tante 70 hp successive. C’è chi è arrivato da Norimberga con una 70 hp del 1977 facendo tanti chilometri di autostrada e chi invece, pur essendo “targato Mo”, ha la stessa passione. Nel parcheggio del quartiere fieristico fianco a fianco c’è la replica del prototipo costruito dall’Abarth (bianca con parafanghi rossi) e una prima serie color panna orgogliosa dei suoi 46 anni, le aggressive versioni corsaiole e le Elegant. Chi ha ritrovato un esemplare identico a quello del papà, con lo stesso interno e chi non si perde un raduno in Europa. «Anche il meteo non ci ha fermato. Siamo già pronti per il prossimo raduno - spiega Alessandro Rasponi, presidente del Club Motori di Modena-Scuderia Modena Corse - A pranzo abbiamo avuto l’onore di avere come ospite un collaboratore di Carlo Abarth, l’ingegner Tomaini, e con lui il pilota Pelloni che tanto ha vinto con questa macchina in gara». Tra foto di gruppo e discussioni tra centododicisti sui particolari delle loro vetture inizia a scendere la pioggia. E piano piano le A112 riprendono la loro strada di casa. —

G.M.

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