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Il Tulipano: «Trasporti sociali ma pure gite di “villeggiatura”»

Eleonora Alboresi
Il Tulipano: «Trasporti sociali ma pure gite di “villeggiatura”»

L’associazione allarga il raggio d’azione: «Non solo trasferimenti per le cure Trattiamo i pazienti con un nuovo approccio, vogliamo esperienze alternative»

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Una piccola realtà che mette al primo posto la persona. L’associazione “Il Tulipano” si occupa principalmente del trasporto di anziani, malati e pazienti dializzati ma anche di molto altro. «Siamo nati nel 2010 - spiega la presidente Graziella Venturelli - Nell’estate 2017 abbiamo deciso di acquistare una sede per fare avere ai volontari un luogo fisso in cui stare e, dopo la necessaria ristrutturazione, abbiamo inaugurato nel luglio 2018 in via Radici in Piano 327».

“Il Tulipano” è composto da una quarantina di volontari impegnati 365 giorni all’anno ed eroga mediamente 400 servizi al mese. «Quello che ripeto sempre ad ogni interessato - ha spiegato il direttore, Davide Posenato - è che per entrare nella nostra squadra non serve avere tempo illimitato a disposizione. A noi basta che ci si dica quando si ha un momento libero, anche se si parla solo di qualche mattina».

Elemento importante nel sogno della Onlus, trattare gli utenti non come pazienti né come numeri ma per quelli che sono: persone. «Siamo una realtà piccola - ha continuato Davide - e ci va bene così, non aspiriamo a ingrandirci molto. La cosa fondamentale è garantire il massimo del servizio e instaurare rapporti umani che non si limitino solo al “lavoro” che andiamo a svolgere».

Per realizzare i trasporti, l’associazione ha a disposizione tre ambulanze, un doblò, due auto sociali ed un pullmino; quest’ultimo donato recentemente da un anonimo benefattore. Oltre ad accompagnare i pazienti dializzati, i servizi sono destinati a disabili, anziani e malati. «Purtroppo - ha proseguito Posenato - si pensa spesso al servizio trasporto dei disabili o temporaneamente inabili come ad un percorso solo verso l’ospedale, ma non dev’essere per forza così. Siamo convinti che si possa trasportarli anche, magari, in un luogo di villeggiatura o a una gita. Per un disabile la casa può diventare una prigione: noi proviamo a “liberarli” e a portarli a divertire. Allo stesso modo accompagniamo gli anziani e i malati a visite specialistiche, esami del sangue o semplicemente in farmacia a ritirare le medicine».

Ad organizzare le gite solitamente ci pensa Graziella. «Ne facciamo due all’anno: una in primavera, che scelgono loro, e una in autunno. Siamo stati a a Cracovia e ora a Grado. Sono esperienze che fanno bene tanto a loro quanto a noi: ti restano nel cuore».

E come se tutto questo non fosse abbastanza, le attività della onlus non si fermano qui. I volontari si occupano anche di organizzare attività ricreative, ma non mancano certo i servizi di assistenza sanitaria richiesti in occasione di eventi, manifestazioni e gare. «Un’altra cosa di cui ci occupiamo - ha spiegato Posenato - sono i rimpatri assistiti e i trasferimenti protetti in Europa, sia con l’ambulanza che con l’aeroambulanza. Se una persona malauguratamente si facesse male mentre è fuori Italia e non potesse tornare autonomamente, per esempio, possiamo pensarci noi». —

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