«Mia madre ha bisogno di me Ma l’università non mi aiuta»
Erika Borellini accudisce la mamma da quando è stata colpita da un aneurisma «Per un solo punto esclusa dalla laurea magistrale. Un sogno che sfuma»
Erika Borellini comunica con la madre Lorenza attraverso gli occhi e il battito di ciglia. Lei e suo padre Stefano accudiscono amorevolmente, giorno dopo giorno, Lorenza da quando lei è stata colpita da un aneurisma cerebrale nel maggio del 2013. Pur mantenendo intatte le capacità cognitive, è costretta sulla sedia a rotelle. Erika e Stefano sono due caregiver, si prendono cura della loro amata Lorenza tra le pareti domestiche. Lei recepisce questo amore, tanto che, in questi anni, è stata protagonista di miglioramenti.
Nonostante gli sforzi che questa situazione implica Erika si è laureata in Ingegneria Elettronica, ma per un solo punto non è stata ammessa alla laurea magistrale di Electronic Engineering. Erika, infatti, ha conseguito un voto di laurea pari a 84 su 110, mentre servirebbe il punteggio di 85 per essere ammessi. Quando ha visto che il punteggio non sarebbe stato sufficiente, Erika si è mobilitata.
«Ho deciso di scrivere al presidente del Consiglio, spiegando che la mia media più bassa era legata al fatto che sono una caregiver - racconta la ragazza - Ho allegato alla mia richiesta la documentazione medica di mia mamma, da cui si evincono i piccoli miglioramenti grazie al lavoro fatto a casa e il documento del Tribunale che dichiara che sono amministratrice di sostegno per le cure mediche e l’assistenza sanitaria». Inizia così un fitto scambio di comunicazioni tra i docenti universitari e la studentessa in cui lei sfodera tutta la sua tenacia. «Questo finché non ho ricevuto il diniego perentorio da parte dell’Università - continua Erika - Ho deciso di scrivere al difensore civico dell’Unimore per annullare il diniego. Nel frattempo, chiedo di iscrivermi alla laurea magistrale in Ingegneria meccatronica di Reggio: qui la media richiesta era di 80/110. Mi ammetteranno ma prima devo sostenere 40 crediti formativi per colmare le mie lacune dato che vengo da Ingegneria elettronica. 40 crediti significano 5/6 esami entro dicembre. Mi impegnerò, ma saranno mesi molto impegnativi. E faccio notare che si parla di un punto, che se mi fossi iscritta part time sarebbe stato facilmente colmato, mi hanno detto: quindi non si tratta di competenze, ma di un’assurda rigidità burocratica». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
