Allarme bomba in Comune, preso disoccupato
Il 55enne ha fatto tre telefonate di rivendicazione. Identificato dalle telecamere. «Sono senza lavoro, volevo attenzione»
Ai carabinieri che lo hanno preso, identificato e denunciato per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio ha subito confessato: «Non ho lavoro da dicembre e volevo attirare l’attenzione sul mio caso». Si è giustificato così il 55enne che per una mattinata ha tenuto in allarme Cavezzo e in particolare il municipio dove diceva di aver piazzato una bomba pronta ad esplodere. L’uomo, conosciuto in paese, ex operaio di una ditta della Bassa che ha chiuso, già seguito dagli specialisti per alcuni disagi psicologici, ha organizzato il suo evanescente piano fin dall’apertura del Comune dove ha depositato un sacchetto anonimo poi individuato dai cani dell’unità cinofila dei carabinieri e da un artificiere. All’interno - è stato poi verificato - il cavezzese aveva riposto del caffé liofilizzato e alcuni piccoli oggetti da cucina: una fabbricazione che non avrebbe potuto creare alcuna deflagrazione.
LE TELEFONATE
Piazzato il presunto ordigno, il 55enne è salito in auto e si è diretto verso Modena con l’obiettivo di effettuare quelle chiamate utili a mettere in allerta tutti. La prima tappa è stata a Bastiglia dove, con due telefonate distinte da altrettante cabine pubbliche, ha contattato il numero di emergenza 112. Successivamente la terza telefonata è stata fatta alla redazione della Gazzetta. «C’è una bomba in municipio a Cavezzo - ha detto alle 10.04 in una chiamata durata 10 secondi - Tra dieci minuti esploderà». Il contatto è avvenuto da una tabaccheria di via Nonantolana a Modena dove l’uomo era entrato chiedendo cortesemente di poter effettuare una chiamata. La negoziante è stata sentita dai carabinieri che già si erano attivati per verificare le precedenti telefonate di allarme.
In municipio
A causa delle rivendicazioni si è scelto di far evacuare il Comune. È stato il maresciallo Marco Gelati, comandante della caserma di Cavezzo, a prendere i primi contatti con il sindaco Lisa Luppi, ad illustrarle quanto stava avvenendo e a consigliarle di far uscire i dipendenti dagli uffici. Operazione scattata intorno alle 10 e che non ha creato alcun problema di ordine pubblico fatta eccezione per l’anomalia della vicenda. In piazza Martiri della Libertà, insieme al capitano dei carabinieri Alessandro Iacovelli, sono intervenute quattro pattuglie dell’Arma, le unità cinofile, un artificiere oltre ad una squadra della polizia e alcuni agenti della municipale tra cui il comandante Egidio Michelini. È stato effettuato un accurato controllo di tutte le stanze del municipio, concluso poco dopo le 12.15 quando i carabinieri hanno prelevato il sacchetto spacciato per bomba.
Il fermo e la denuncia
Ma mentre i militari bonificavano il Comune, i colleghi analizzavano meticolosamente tutte le informazioni per poter risolvere rapidamente l’indagine e dare un’identità al presunto attentatore. Decisive sono state le riprese video sia dell’avanguardistico impianto di Cavezzo della municipale sia di alcune telecamere dislocate sul territorio, che hanno ripreso un parziale della targa dell’auto su cui il 55enne viaggiava. Da quel momento è stato possibile identificarlo e verso le 12 l’uomo era già stato preso in consegna. Ci ha messo poco ad ammettere le proprie responsabilità. —
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