Limidi, la segnalazione di un rifugiato fa salvare la giovane scomparsa
La 32enne aveva fatto perdere le tracce da due settimane. In ipotermia e denutrita in edificio pericolante
SOLIERA. L’ha sentita lamentarsi un giovane richiedente asilo, che appena ha potuto ha avvisato il responsabile della Coop Leone Rosso che gestisce un centro di accoglienza in via Viazzolo. Poco dopo è partita la segnalazione ai carabinieri, che hanno ritrovato Z.X., 32 anni, nel casolare abbandonato, in stato di ipotermia. La donna, che era scomparsa l’11 settembre da casa, a Limidi, è stata ricoverata con la massima urgenza al Policlinico, dove contano di salvarla.
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È accaduto ieri, nelle campagne di Limidi, a ridosso della linea ferroviaria. Era in una vecchia casa pericolante della ferrovia. Il primo a capire che c’era qualcosa di strano è stato Chima Osawu, nigeriano di 26 anni, in attesa proprio in questi giorni di una risposta sulla sua richiesta di restare in Italia quale rifugiato. Ieri mattina, camminando su via Viazzolo, a nemmeno 100 metri dalla sede della coop, Chima ha intuito qualcosa di strano. «Prima ho sentito degli strani lamenti provenire da quella casa», ha detto a Pierre Senghor, il responsabile della struttura, appena questi è rientrato da una commissione a Carpi. «Mi sono avvicinato all’abitazione diroccata con Chima - racconta Pierre - ed in effetti si udivano dei lamenti. La casa in questione è di là dalla ferrovia e pericolante. Ho il numero del comandante Apicella, l’ho chiamato e poco dopo sono arrivate di corsa due pattuglie dei carabinieri di Soliera. I militari hanno attraversato la ferrovia, proprio mentre si udivano di nuovo dei lamenti. Con grande coraggio devo dire sono entrati in quella casa sfasciata, trovando la ragazza a terra, in ipotermia, sembrava morisse. Le hanno dato le loro giacche, il maglione, una coperta. E dopo poco abbiamo visto arrivare i vigili del fuoco e le ambulanze».
Con l’ausilio prezioso di due soccorritori della Croce Blu di Soliera, due militari sono saliti fino al primo piano, dove con la barella sono riusciti a far scendere la donna, poi presa in consegna nella fase finale anche dai vigili del fuoco. Un salvataggio delicato, a suo modo spettacolare, certamente meritorio. «Spero stia bene», auspica Pierre. Da ieri mattina infatti la 32enne è ricoverata al Policlinico, mentre sono iniziati gli accertamenti di polizia giudiziaria, per ricostruire una vicenda dai contorni ancora non limpidi. «Fino a oggi non ci eravamo accorti della sua presenza - conclude Pierre - c’era solo una finestra aperta...». Da quanto tempo la 32enne fosse nel rudere è da chiarire. È possibile ci sia rimasta per giorni e che il freddo dell’altra notte l’abbia colta impreparata, procurandole la grave ipotermia. Di certo si tratta della cinese mamma di due bambini di uno e cinque anni che sono rimasti in Cina. Lei abita a Limidi con il marito, sono regolari e lavorano nel settore tessile. Ma la lontananza da casa deve averla sconvolta fino, alla decisione di... scomparire. —
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