Elezioni regionali Ufficiale: è il 26 gennaio Ed è subito polemica
Ultimo giorno disponibile doveva essere e ultimo giorno disponibile sarà. Solo che per qualcuno «l’Emilia Romagna viene prima degli interessi di partito», mentre per qualcun altro ci sono «giochi di palazzo che tengono in ostaggio i cittadini per fare inciuci». La battaglia Pd-Lega per la conquista della Regione, insomma, è partita con la conferma della data delle elezioni: l’incontro tra il governatore Stefano Bonaccini e il presidente della Corte d’Appello di Bologna ha dato il via libera per domenica 26 gennaio, data in cui gli emiliano-romagnoli sceglieranno il nuovo presidente e la nuova Assemblea regionaler. Nonostante la tentazione di andare al voto già a novembre per capitalizzare il buon momento per il centrosinistra, il presidente (ora ricandidato per una coalizione che sarà guidata dai Dem) ha optato per l’ultimo giorno disponibile: «Una data - conferma Bonaccini - che permetterà a queste Regione di approvare il bilancio 2020-2022, evitando quell’esercizio provvisorio che ne limiterebbe la capacità di funzionamento e spesa».
Ma oltre al motivo istituzionale, c’è anche un’altra ragione che ha portato il presidente a escludere il voto a novembre: nonostante la strada sia in salita, Pd e M5S stanno continuando a cercare un’intesa per correre insieme, sul modello del governo Conte bis e dell’alleanza umbra. Un’intesa più difficile, perché al momento l’unica condizione per arrivarci, da parte dei Cinque stelle, è la rinuncia alla candidatura di Bonaccini, richiesta irricevibile per il Pd. Nel frattempo, ad attaccare è il candidato presidente della Lega Lucia Borgonzoni, sulla quale il Carroccio è deciso ad andare avanti nonostante le perplessità di Fratelli d’Italia: «Anche in Emilia Romagna - fa sapere Borgonzoni - i giochi di palazzo hanno la precedenza rispetto agli interessi dei cittadini. Altro che legge di bilancio, quella di Bonaccini è solo una scusa: nessun rispetto per gli elettori, tenuti in ostaggio per fare inciuci».
Parole a cui Bonaccini ha replicato: «La mia sfidante non ha perso l’occasione di ricorrere all’insulto personale. Non intendo scendere a quel livello, ricordo però che gli interessi dell’Emilia Romagna vengono prima di quelli di partito». Per i Cinque stelle è intervenuto il capogruppo Andrea Bertani: «Evitare l’esercizio provvisorio era un elemento da tenere in forte considerazione, fermo restando però che i rischi di chiamare alle urne gli emiliano-romagnoli in un periodo non certo favorevole per le condizioni climatiche sono molto alti. Auspichiamo che questa scelta, per quanto quasi obbligata, non ostacoli ancor di più il diritto e il dovere di essere informati ed esprimere il voto». —
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