Rassegna bolognese sempre più dominata dalle grandi lastre
Tra gli stand della fiera emerge la novità dei piani cucina e bagno al posto dei marmi
il futuro
BOLOGNA. È il trionfo delle grandi e grandissime lastre. Buona parte della ricerca e dell'innovazione è dedicata all'ultima grande scoperta della ceramica italiana, che ne è ancora leader. Non c'è stand che non proponga grandissimi formati da 3 metri per 1 in su. Tecnologicamente avanzate, adatte a usi diversissimi, dalle grandi superfici dei luoghi pubblici alle pareti ventilate, fra l'altro facili anche da tagliare in sotto-formati e pure da levigare o lavorare superficialmente, le grandi lastre sono state interpretate e declinate ormai in mille modi e con mille spessori diversi, che possono aprire nuovi mercati.
Uno su cui si punta molto è quello dei piani cucina e bagno, finora dominio dei marmi naturali, ma che il presidente di Confindustria Ceramica Savorani vede destinati a un uso sempre crescente di ceramica: «La salubrità garantita dal prodotto ceramico - dice - non ha eguali e questo alla fine conterà. Oggi la ceramica nel piano cucina è considerata un plus, una originalità, ma diventerà la scelta prevalente».
L'affidabilità del prodotto, in termini di resistenza, inalterabilità e soprattutto di igiene, è il punto chiave su cui investe, anche sotto l'aspetto pubblicitario, Cersaie 2019. Sulla salubrità si punta per esempio per conquistare un mercato americano in cui solo il 13% delle pavimentazioni è in ceramica e proprio sugli aspetti igienici sono puntate numerose campagne pubblicitarie, che negli Usa cercano di convincere i clienti a rinunciare a linoleum e moquette, facilmente deteriorabili e attaccabili. Tra l'altro in un'America abituata a grandissimi spazi, le lastre ceramiche di fabbricazione italiana risultano adattissime per centri commerciali, hall e sale d'aspetto. Non è che la proposta ceramica si riduca alla sola lastra, prevalentemente realizzata a imitazione di marmi, legni, pietra. Anzi, rispetto a un recente passato di superfici quasi monocromatiche o con colori neutri, si assiste anche a un ritorno della decorazione in ceramica (anche grazie agli sviluppi di un'altra tecnologia made in Italy, la decorazione digitale) e un saggio di stile italiano come ai bei tempi. E c'è il ritorno alla conquista del mercato dei rivestimenti, lasciato in passato in mano a Paesi concorrenti. —
G.B.
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