Bonaccini spinge per un’intesa Ma prima c’è l’Umbria
Tante risposte arriveranno nelle prossime settimane, ma quella più importante arriverà da Perugia: saranno le elezioni Umbre a determinare in gran parte il futuro delle alleanze locali tra Pd e M5S, a partire da quella per le elezioni del 26 gennaio in Emilia Romagna. All’indomani della decisione del presidente (e ricandidato per il centrosinistra) Stefano Bonaccini di andare al voto nell’ultima data disponibile, le trattative per arrivare a un accordo tra dem e Cinque stelle vanno avanti, anche se a questo punto il tempo a disposizione per trovare l’intesa è parecchio, dal momento che da qui al 26 gennaio ci sono quattro mesi. Da una parte c’è il Pd, e in particolare il governatore stesso, che puntano con decisione all’accordo giallo-rosso, cercando un confronto sul programma. E in casa Cinque stelle? Il ragionamento dei pentastellati è che il confronto sul programma è sacrosanto, ma per sedersi a un tavolo servirebbe un’altra cosa: un candidato diverso da Bonaccini, ovvero un civico che possa dare realmente senso all’alleanza. Una richiesta ovviamente irricevibile per i dem, che hanno blindato il presidente uscente. Al momento le possibilità di non vedere un’alleanza Pd-M5S in regione sembrano essere maggiori di quella di arrivarci, anche se ci sono due fattori che potrebbero dare uno scossone e velocizzare la trattativa: un “sì” netto del leader Di Maio all’accordo in Emilia, e un buon risultato alle elezioni umbre, dove gli elettori sono chiamati al voto il 27 ottobre per quello che sarà il vero banco di prova per la prima alleanza Pd-M5S. E visto che a fine ottobre il tempo per organizzare la campagna ci sarà tutto, per ora gli occhi sono tutti puntati verso Perugia. —
L.G.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google