L’assessore boicotta la scuola, tensioni in Giunta
Piccinini (Istruzione) duro con Piffero: «Filosofia che non riconosciamo». Lei replica: «È una scelta personale»
NONANTOLA. La scelta di Elena Piffero, assessore comunale a Urbanistica, Ambiente e Economia sociale, di offrire ai tre figli un’educazione scolastica alternativa, senza mandarli in classe ma proponendo loro un nuovo modello di apprendimento, ha fatto inevitabilmente discutere. Nessuno ha messo in discussione la sua valutazione in qualità di mamma - tra l’altro una decisione presa insieme al marito e padre dei bimbi - ma sono stati numerosi i commenti critici arrivati in quanto lei rappresenta anche un’istituzione nel suo ruolo di assessore. E difatti il resto della Giunta, a partire dal sindaco Federica Nannetti, ha voluto ribadire la centralità della scuola e l’impegno che il Comune quotidianamente offre per sostenerla, puntualizzando come non ci si riconosca nella filosofia educativa dell’unschooling. «È intenzione di questa amministrazione - si legge in una nota - continuare su questa strada per garantire l’accesso a tutti i bambini sin dalla più tenera età al sistema di istruzione e di formazione, per combattere l’abbandono scolastico e per migliorare continuamente il sistema pedagogico ed educativo nel nostro comune. Ogni altra posizione non coinvolge in alcun modo l’amministrazione e non fa parte delle politiche educative portate avanti dalla stessa, ma è frutto di convinzioni personali».
Piccinini molto duro
Il commento dell’assessore Enrico Piccinini è molto deciso. «Il modello pedagogico e di istruzione di questo Comune non è mai stato e mai sarà basato su una idea puramente nozionistica, ma rappresenta il momento iniziale di un percorso di costruzione di una comunità aperta, inclusiva, solidale, accogliente, partecipata e creativa. Non solo, oltre a ciò, per questa amministrazione, la scuola è anche un dovere, e parteciparvi attivamente, ad ogni titolo, rappresenta una forma di rispetto verso la comunità in cui si vive. Ogni anno questa amministrazione investe oltre 250mila euro a sostegno diretto del sistema educativo, per finanziare le attività che le scuole propongono ai propri studenti sia in ambito curricolare che extracurricolare. Sosteniamo tramite i servizi sociali gli alunni più bisognosi, diversamente abili e con disturbi dell’apprendimento, e mettiamo anche a disposizione delle scuole le competenze e la passione degli operatori culturali che vivono la realtà nonantolana insieme alle tante associazioni».
PIFFERO GIURA FEDELTà
Le bordate riservate dai colleghi della Giunta, impongono all’assessore Piffero una specifica, che nella sostanza va a chiudere la discussione. «La mia scelta - spiega - pienamente inserita dunque nel quadro costituzionale, afferisce alla sfera personale: non arreca danno alla collettività e non pregiudica in alcun modo la mia lealtà, la mia fedeltà e il mio impegno rispetto al programma politico della coalizione di governo, che peraltro ho contribuito a stendere in prima persona. Vi si legge: “Per creare una società aperta, inclusiva, solidale, accogliente, partecipata e creativa dobbiamo sostenere un sistema educativo aperto, inclusivo, solidale, accogliente, partecipato e creativo. L’accesso alla conoscenza e al sapere, la formazione e la crescita culturale sono diritti fondamentali ed inalienabili di tutti i cittadini».
Detto ciò, l’assessore conferma l’incondizionato sostegno al sistema scolastico tradizionale supportato dal Comune. «Abbiamo praticato e continueremo a praticare - prosegue - un modello di istruzione inclusivo, cooperativo, pluralista e laico. Garantiremo sempre a tutti uguali opportunità affinché nessuno sia lasciato indietro o si possa sentire escluso a causa di insormontabili barriere d’accesso. Su questo programma la Giunta, me inclusa, orienterà le proprie scelte politiche. Su questo non c’è stata, non c’è e non ci sarà alcuna esitazione né alcuna contraddizione. Il mio collega assessore Enrico Piccinini, con delega all’Istruzione, sa di poter contare sul mio pieno appoggio». —
F.D.
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