Rebecchi (M5S): «Col Pd anche sui territori»
È il modenese più vicino a Grillo: «Basta con l’isolamento. Stare da soli vuol dire condannarsi: l’avversario è Salvini»
Allora era stato molto chiaro sulla necessità di arrivare a un’alleanza con la lista civica di sinistra Modena Volta Pagina, oggi lo è altrettanto sulla possibilità di replicare l’intesa giallo-rossa anche a livello locale. Piergiorgio Rebecchi, avvocato noto in città ed esponente di spicco dei Cinque stelle modenesi - e senza dubbio modenese più vicino a Beppe Grillo - otto mesi fa era il candidato sindaco designato dalla “base” del Movimento, ma proprio alla luce del “no” romano alle alleanze decise di sfilarsi. Oggi, Rebecchi invita il partito a riflette e a non ripetere gli errori commessi alle amministrative.
Rebecchi, cosa pensa del governo Conte bis e dell’alleanza con il Pd?
«Penso che abbiamo fatto la cosa giusta, perché la differenza tra un movimento di opinione e una forza politica è che nel secondo caso bisogna fare qualcosa se si vuole incidere davvero sulla situazione del Paese. Magari stare “fuori” e fare opposizione costa meno energie, ma a un certo punto bisogna anche fare qualcosa in più. La stessa cosa vale per le elezioni amministrative: per questo motivo a inizio anno avevo chiesto di rivedere qualche principio del Movimento, a partire dal “no” alle alleanze: l’alternativa era condannarsi all’irrilevanza. Ma da Roma hanno bocciato questa possibilità, e io proprio non me la sentivo di affrontare un confronto che abbiamo deciso di affrontare con l’isolamento».
Anche per le regionali, insomma, il Movimento farebbe bene ad allearsi con i dem?
«Sì, perché molto banalmente alle regionali, così come alle comunali, sappiamo perfettamente che senza alleanze non andiamo da nessuna parte. E ora dobbiamo renderci conto che le Regionali sono lo specchio del Paese. Insomma, oggi siamo 13-8 per il centrodestra, un centrodestra a forte trazione leghista, a numero di regioni: e se da qui a pochi mesi, con cinque realtà al voto, finissimo 18-3? Mi sembra chiaro che un’asimmetria del genere avrebbe un impatto anche sul governo nazionale».
A Bologna l’accordo potrebbe anche arrivare, ma a Modena le cose sono diverse. Pensa che nei prossimi anni potrebbe cambiare qualcosa?
«Penso che molto dipenderà da come andranno le regionali in Umbria: se quella esperienza andrà bene, diventerà più facile replicarla in diversi contesti locali, dal regionale al comunale. Certo, non tutte le situazioni sono uguali, e non sarebbe giusto applicare lo stesso schema ovunque. Quello che mi fa sorridere sono le persone che dicono “mai un accordo con il Pd”: a parte che i democratici non sono certo un monolite come la Lega, che ha un “dominus” e tanti soldati che obbediscono, ma se abbiamo fatto un governo con Salvini, possiamo farlo anche con il Pd, che ha una base valoriale più simile alla nostra…».
Il nemico, insomma, è la Lega.
«Per me il vero antagonista sono loro. Per ora vediamo come andranno le elezioni umbre; poi, se ci saranno progetti condivisi e persone valide, credo che le alleanze con il Pd a livello locale non potranno che farci bene». —
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