Frana il lago artificiale costato 300mila euro «E ora dicono non serva»
Il gruppo di minoranza attacca sull’invaso creato per l’innevamento artificiale sotto al Monte Cervarola «Non ci fanno vedere i progetti»
È franato il lago artificiale di Montecreto. Situato sotto al Monte Cervarola, l’Esperia, detto anche invaso Dei Grotti, era utilizzato per l’innevamento artificiale della stazione sciistica.
Il cedimento che si è sviluppato nella parte a valle ne ha irrimediabilmente danneggiato la struttura: un fronte di frana impressionante, che ha ormai raggiunto il centinaio di metri.
E il fatto diventa caso politico, con il gruppo di opposizione di “Fiducia in Comune” (Nadia Bonucci, Mirko Frodati e Giovanni Battista Rocchi) che chiede spiegazioni.
«L’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile ha dichiarato che l’invaso risulta compromesso a tal punto che si rende necessaria, in tempi brevissimi, la sua dismissione. Oltre al danno ambientale – osserva il gruppo – ne consegue uno patrimoniale alla stazione di Montecreto che non potrà gestire, in maniera autonoma, l’innevamento delle sue piste».
Il lago è finito più volte al centro dei riflettori per le somme di denaro investite dal Comune per la manutenzione e soprattutto il ripristino: da tempo infatti non era operativo: «Un primo intervento di impermeabilizzazione si rese necessario per consentire l’immagazzinamento dell’acqua – spiega il gruppo – poi si intervenne sul collegamento che permetteva l’afflusso alla sala pompe. Tutte opere che non furono risolutive».
Il gruppo fa i conti su quanto si è speso dal 2014 ad oggi per il potenziamento della struttura: «Oltre 300mila euro, per interventi di varia natura che ne hanno modificato l’aspetto e la fisionomia originaria, probabilmente nell’ottica di realizzare un suo ampliamento per consentire un maggior approvvigionamento. Sarebbe importante conoscere esattamente la natura di queste modifiche – precisano i consiglieri – per stabilire se vi sia una correlazione tra i lavori eseguiti sull’invaso e il movimento franoso».
A questo punto ci si interroga anche sulla progettazione: «Ci chiediamo – incalzano – se vi siano un progettista e un direttore dei lavori che, insieme all’impresa esecutrice, siano responsabili su eventuali vizi di progetto e di realizzazione. Così da poter eventualmente risarcire il Comune se si attestano vizi realizzativi e progettuali. Come gruppo abbiamo chiesto di poter consultare i progetti tramite interrogazione protocollata il 26 agosto, ma ad oggi, trascorsi 30 giorni, non abbiamo ricevuto risposta da parte dell’amministrazione».
«In altra sede – prosegue la nota dei consiglieri – a seguito di richiesta di delucidazioni, l’amministrazione ha dichiarato pubblicamente che il lago non serve, in quanto è possibile provvedere all’innevamento con la fornitura idrica proveniente dai bacini di Passo del Lupo. Perché allora sono stati spesi più di 300mila euro sul lago, se non serve a niente? Secondo noi serve eccome, per avere garanzia sull’accumulo della fornitura necessaria a Montecreto e potersi così attivare in modo adeguato nei momenti, purtroppo sempre più rari, idonei per poter innevare. Ora che sappiamo che il lago non può più essere ripristinato lì, come giustifichiamo tutti i soldi spesi? C’è intenzione di ricostruirlo altrove, e con idonei procedimenti?». —
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