Dopo sei mesi di chiusura apre la provinciale Castagneto
PAVULLO. È durata sei mesi, ma la passione è finita: da mezzogiorno di oggi riapre a Pavullo la strada provinciale 26 chiusa al transito dal 22 marzo scorso a causa di un impressionante movimento franoso che ha frantumato la carreggiata in un tratto circa 2 chilometri a valle di Castagneto.
Nell’annunciare ad agosto l’avvio dei lavori in un contesto geologico finalmente stabilizzato, la Provincia aveva detto che si sarebbe fatto di tutto per ripristinare la circolazione entro settembre, e così è stato. L’intervento, eseguito dalla ditta Bonfatti di Castelnuovo per un importo di 60 mila euro (finanziato dalla Protezione civile regionale), ha visto un ingente movimento di materiali per riportare il piano stradale a livello, per il momento con un manto che rimane in stabilizzato per permettere l’assestamento.
La percorribilità è comunque garantita a tutti i veicoli, perché il terreno è stato ben pressato. Nel giro di pochi giorni si procederà poi all’asfaltatura, così da avere condizioni idonee per l’inverno. La storia però non si chiude qui: come già preannunciato, dopo aver ridato la percorribilità si guarderà a un ampio intervento strutturale per mettere in sicurezza il versante e scongiurare altri cedimenti. Nel tratto già segnato in passato da una frana storica è necessaria la posa di profonde palificazioni, il cui progetto è in fase di stesura e dovrebbe essere pronto entro la fine dell’anno. Sarà un’opera molto impegnativa, anche finanziariamente: dell’ordine del milione di euro. Reperiti i fondi, si dovrebbe partire con la bella stagione. Quel che conta però al momento è la riattivazione del collegamento: conducendo alla fondovalle Panaro, la strada provinciale 26 è strategica tanto per il fronte pavullese quanto per quello zocchese, tanto che entrambi i sindaci parteciparono ad aprile, assieme al presidente della Provincia Tomei, a un incontro in cui in una sala gremita i cittadini fecero sentire tutta la loro preoccupazione. L’alternativa del passaggio per Verica infatti comportando una mezz’ora di viaggio in più (un’ora andata e ritorno) ha provocato grossi disagi, in primis per aziende e pendolari. —
D.M.
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