Giovanardi “ecologista” «Niente cellulari ai minori»
Provocazione dell’ex ministro nel giorno di sciopero per la lotta all’inquinamento «Pc e smartphone aumentano i gas serra: chi oggi va in piazza non deve usarli»
Magari non lo vedremo scendere in piazza di fianco a Greta, ma la proposta va nella stessa direzione tracciata dalla giovane attivista svedese. E se di fatto la sua è più che altro una provocazione - metterla in pratica non sarebbe esattamente semplice… - l’atto formale al Parlamento europeo è stato effettivamente inviato. Così, nel giorno dello sciopero mondiale per il clima, l’ex ministro e senatore modenese Carlo Giovanardi chiede a Bruxelles di intervenire sugli stati dell’Unione per vietare l’uso degli smartphone per i minori di 18 anni.
Onorevole Giovanardi, ma la sua è una proposta reale o solo una provocazione?
«È evidentemente una provocazione, ma allo stesso tempo è un atto formale che ho inviato al Parlamento europeo, chiedendo di prendere seriamente in considerazione la proposta. Di fatto, la mia è una petizione con la quale, dopo aver analizzato l’impatto devastante delle emissioni degli smartphone, chiedo alla Ue di vietarli o di limitarne l’uso per i minorenni».
Un messaggio a Greta Thunberg e a tutti quelli che oggi scenderanno in piazza?
«Sì, perché chi sciopera, andando in piazza dicendo che siamo sull’orlo di una catastrofe, dovrebbe come minimo rinunciare all’uso quotidiano dello smartphone, dei tablet, ma anche di tante altre cose, a partire dall’aria condizionata. Insomma, se stiamo davvero andando incontro all’autodistruzione, mi sembra accettabile rinunciare ad una cosa non indispensabile come lo smartphone. O questi signori pensano di manifestare e basta?»
Ci parli dello studio da cui è partita la sua petizione.
«Si tratta di una ricerca dell’Università californiana MacMaster, pubblicata a marzo nella rivista scientifica Journal of cleaner production. Uno studio sul contributo globale in Co2 di dispositivi tecnologici come pc, monitor, portatili, tablet e smartphone, ma anche delle infrastrutture come i datacenter e le reti di comunicazione: ebbene, il contributo dell’industria dell’Information technology in termini di gas serra era pari all’1% nel 2007, ma crescerà al 3,5% nel 2020, per raggiungere il 14,5% nel 2040, ovvero la metà delle emissioni dell’intero settore dei trasporti a livello mondiale. E i principali responsabili di questo incremento esponenziale delle emissioni sono le società telefoniche, che incoraggiano gli utenti a cambiare smartphone ogni due anni attraverso un marketing decisamente aggressivo, con nuovi piani e offerte che convincono soprattutto i più giovani. Peraltro, i modelli più recenti sono più inquinanti dei loro predecessori anche per l’aumento delle dimensioni dello schermo, che implica un maggior utilizzo delle materie prime e consumi più alti».
Dati decisamente allarmanti, anche se vietare il cellulare ai minorenni oggi sembra una cosa praticamente irrealizzabile.
«E allora si inizi da azioni più facilmente realizzabili: il ministro dell’Istruzione Fioramonti, quello che sostiene che le assenze a scuola oggi saranno giustificate dallo sciopero per il clima, cominci a dire che a scuola il telefonino non si usa. Non si può fare? E poi tutti quelli che oggi andranno in piazza, inizino a prendere in considerazione l’idea di eliminare o ridurre l’uso delle cose dannose ma non indispensabili…» —
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