Ospedale, la guerra diversa di San Felice e Mirandola
I primi puntano dritti al ripristino del nosocomio di zona, gli altri al baricentrico Il Pd vota a favore della missione di Goldoni poi attacca Greco: «Siete divisi»
Il futuro dell’ospedale di Mirandola, la presidenza dell’Unione dei Comuni Area Nord, la propaganda elettorale...
Temi che si intersecano pesantemente in questi giorni, e che finora non hanno impedito all’Ausl e alla Regione di andare avanti nel programma: nessuna valutazione di un ospedale baricentrico di zona, a metà via tra Carpi e Finale e dei due distretti sanitari tra loro difficilmente compatibili sul piano operativo, più che amministrativo. Decisione di costruire un nuovo ospedale a Carpi città. Decisione di riempire l’ospedale di Mirandola con alcune specialità (non sufficienti a qualificarlo come “ospedale di Zona”) e con strutture assistenziali. All’ultima Conferenza territoriale socio sanitaria del 24 settembre infatti è stata confermata la decisione di collocare questo tipo di servizi nell’ala che occupava Ostetricia. Unico ad opporsi - anche perché era l’unico rimasto ad ascoltare - il sindaco di San Felice Michele Goldoni. E proprio il Comune di San Felice, all’unanimità, ha preso in questi giorni una decisione drastica: dare mandato al sindaco di fare tutto il possibile per salvare nella sua effettività l’ospedale di Mirandola. Nella delibera approvata il 19 settembre si ricorda infatti che il 17 gennaio (ma c’erano in ballo le promesse elettorali) il Consiglio dell’Unione dei Comuni Area Nord aveva impegnato il presidente Prandini (sindaco confermato a Concordia) a riportare l’ospedale di Mirandola al “medesimo livello operativo di quello di Carpi, ripristinando i primariati e assicurando la piena operatività delle strutture operative”.
Come noto, la Ctss il 13 marzo ha accolto con sostanziale indifferenza la proposta, puntando sulla “necessità” della progettazione “di un nuovo ospedale a Carpi, superando così l’idea del nosocomio baricentrico”.
Per i sanfeliciani “l’ospedale baricentrico poteva essere la soluzione ottimale, avrebbe garantito equità ai cittadini, ma è stata di fatto definitivamente scartata”. Di qui il mandato all’unanimità al sindaco, che guida una lista civica trasversale - tranne il Pd che è in minoranza - per combattere la battaglia di e per Mirandola. Dove invece l’ordine del giorno approvato dal Consiglio nei giorni scorsi insiste ancora sulla speranza di un nuovo ospedale baricentrico, l’unico che rispetterebbe i parametri di un bacino di utenza da 150 cittadini. San Felice invece, per ragioni di disparità, di viabilità, punta evidentemente ad una deroga, dando per persa la soluzione baricentrica. Una differenza prontamente colta dal Pd: dopo avere votato a favore dell’ordine del giorno, la lista sanfeliciana del partito all’indomani ha attaccato: «Stupisce che tale proposta, in queste settimane fortemente combattuta ed osteggiata dal sindaco di Mirandola Alberto Greco orientato verso l’ipotesi di un ospedale baricentrico tra Mirandola e Carpi, abbia trovato invece il favore del sindaco di San Felice e della sua maggioranza. Ci chiediamo inoltre come sia possibile che i due primi cittadini di Mirandola e San Felice, i quali fanno riferimento alla stessa area politica, non abbiano trovato una posizione comune sul tema della sanità del nostro territorio». Il Pd poi, puntando su parole quali “sulla valorizzazione e riqualificazione dell’Ospedale di Mirandola” senza mai parlare di ospedale di zona (il nodo definitivo) invita poi gli altri Comuni ad aderire alla posizione di San Felice. Di mezzo, come detto, ci sono altre questioni, che presto arriveranno al dunque. —
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