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il boom 

Stranieri pazzi per l’oro nero: diecimila visitatori in piazza Mazzini

Luca Gardinale

L'imprenditore Boni ha rilevato il negozio in centro della Consorteria: «L’80% degli acquirenti  non viene dall’Italia»

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Quelli che fanno un po’ più fatica a tirare fuori il portafogli sono gli inglesi: magari in negozio ci entrano, ma quando scoprono che l’assaggio è a pagamento, alcuni di loro cercano una scusa per andarsene.

Rovesciando la classifica, a sgomitare per il primo posto sono americani e giapponesi: molto diversi tra loro nell’approccio all’“oro nero”, ma entrambi determinati a portarsi a casa un bel ricordo di Modena, costi quel che costi. A battere tutti, però, è stata una signora francese, che semplicemente è entrata chiedendo la bottiglietta più costosa del negozio, andandosene con un Extravecchio di Montale da 500 euro.

Meraviglie dell’Aceto balsamico tradizionale, che dà modo a chi lo vende di “fotografare” la propensione all’acquisto dei diversi Paesi. Il dato generale, però, è uno: in linea con il boom dei turisti stranieri in città e in provincia, anche le vendite dell’”oro nero” di Modena sono in forte aumento.

A crederci, in questi anni, è stato Fabio Boni, titolare di un’agenzia di comunicazione che nel 2016 ha deciso di rilevare la “Consorteria 1966”, il negozio di aceto balsamico di piazza Mazzini aperto l’anno prima dalla Consorteria di Spilamberto: il punto vendita, nato in realtà come punto degustazione, era partito nel 2015 come temporary store grazie al bando promosso dal Comune per aprire nuove attività economiche in occasione dell’Expo milanese.

Un’attività nata dalla Consorteria, dunque, e dall’allora Gran maestro Luca Gozzoli, ma che era destinata a chiudere con la fine del maxievento milanese.

Così, dopo aver gestito il negozio per conto della Consorteria, nel 2016 l’imprenditore modenese ha deciso di rilevare l’attività e di portarla avanti: «Visto che nel 2015 c’era stata una buona risposta del pubblico - spiega Boni - abbiamo deciso di andare avanti, mantenendo il nome e la filosofia dell’attività, ovvero quella di vendere solo Aceto balsamico tradizionale, e aumentando il numero di produttori che ci forniscono i prodotti, che oggi sono una quindicina». Una scelta che ha portato risultati sempre più positivi, confermando così l’interesse per l’“oro nero” da parte dei turisti stranieri: «Nel 2017 abbiamo venduto 1.885 bottiglie di tradizionale - riprende l’imprenditore - mentre nel 2018 siamo arrivati a 2.834 bottiglie, aumentando le vendite del 50%. Un numero che sarà sicuramente superato nel 2019, dal momento che l’afflusso dei turisti è aumentato ancora». E a proposito di afflusso, nel 2018 il negozio ha accolto poco meno di 10mila persone, almeno all’80% stranieri: «Abbiamo deciso di mettere un gettone di ingresso per selezionare i clienti - spiega ancora Boni - dando la possibilità di fare un assaggio al costo di 5 euro».

Un costo che non spaventa affatto i clienti internazionali, che quasi sempre se ne vanno con la preziosa bottiglietta, che sia per portarsi a casa un “pezzo” di Modena o per fare un bel regalo a parenti e amici.

Restando ai numeri, la presenza media in negozio (che oggi ha cinque dipendenti) è di venti minuti: «I turisti stranieri sono molto interessati alla storia dell’aceto - riprende il titolare - e quindi non si limitano ad assaggiare e comprare, ma vogliono avere informazioni dettagliate sul prodotto».

Per quanto riguarda le nazionalità, il vero boom del 2018 è stato quello degli americani, “spinti” verso piazza Mazzini dalla potenza di Netflix: un paio d’anni fa, la nota piattaforma specializzata in serie televisive ha mostrato il centro di Modena - oltre al negozio di balsamico, anche il mercato Albinelli e l’Osteria Francescana di Massimo Bottura - in una puntata di “Date da mangiare a Phil”.

«In realtà la puntata era dedicata… a Venezia - chiude Boni - ma i produttori hanno deciso di aggiungere alcune immagini di una città che per loro era vicina a Venezia, e fortemente caratterizzata dalle eccellenze alimentari». Modena, appunto. —

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