«I banchi della chiesa? Sono scomodi ma non li venderemo»
Don Luciano e i dubbi sugli arredi secolari appena sostituiti «Li distribuiremo negli altri edifici di culto, non si fa cassa»
Nella Piazza principale dedicata a Umberto I sorge la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. Tutto era partito da una segnalazione arrivata in Gazzetta da una turista che, arrivata a Fiumalbo per una vacanza, aveva avanzato dubbi sui nuovi banchi presenti. Ma la risposta di don Luciano Benassi, responsabile dei Beni Culturali della Diocesi di Modena, non ha tardato ad arrivare: «L’acquisto dei nuovi banchi fa parte del progetto di ristrutturazione e abbellimento della parrocchia - spiega il prete - Siamo vicini agli 800 anni della fondazione di questa splendida chiesa, e abbiamo deciso di svolgere un lavoro di messa a punto».
I vecchi banchi pare che risalgano al 1800. C’è chi afferma che siano stati sostituiti anche per un fattore di sicurezza: «Sono stati cambiati perché le sedute erano veramente scomode - spiega Ferruccio Santi - Era difficile stare seduti, non solo per un fatto di comodità, ma anche per un discorso di sicurezza. Ai tempi i banchi venivano progettati principalmente per permettere alle persone di pregare in ginocchio. Con il tempo le cose sono cambiate, ed è giusto che chi si reca in chiesa per pregare abbia la possibilità di farlo in totale sicurezza».
I dubbi su che fine faranno i vecchi banchi sono numerosi, ma don Luciano spiega che non verranno né gettati né venduti: «A differenza di ciò che possono aver pensato certe persone - spiega il don - ogni panca è registrata e segnata dalla Soprintendenza. Ma a prescindere da questo, non è nostra intenzione vendere le sedute, che non rappresentano solo un mobile, ma un oggetto adibito alla preghiera. A Fiumalbo ci sono sette chiese, un numero molto elevato per un paese così piccolo. È nostra intenzione ridistribuirle tra i vari luoghi di culto», conclude il sacerdote.
L’anno prossimo la parrocchiale compirà 800 anni. La prima pietra, infatti, fu posata nel lontano 1220. Don Luciano e la Diocesi continuano a portare avanti i lavori di modifica e miglioramento in previsione di questo evento importante. —
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