Gazzetta di Modena

Modena

L’INIZIATIVA  

Sopravvivere alla separazione 150 uomini in cerca di aiuto

Paolo Seghedoni

Aumentano gli iscritti al gruppo di sostegno per affrontare la fine del matrimonio «Dal supporto psicologico ai bisogni materiali: tante le difficoltà da superare»

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Un laboratorio ‘self help’ per padri e mariti separati e divorziati. A Modena, da otto anni, su iniziativa del dottor Franco Boldrini psicologo e psicoterapeuta e da qualche anno anche di altri collaboratori tra cui Massimo Panari, c’è questo gruppo completamente gratuito che si propone un supporto psicologico nei confronti di chi perdendo la famiglia rischia di cadere in povertà economica o sociale.

A partire dal 14 ottobre, e per altre otto settimane, una volta la settimana presso i locali del Centro Sportivo Italiano (in via del Caravaggio) parte l’ottavo anno di questa iniziativa che viene effettuata due volte l’anno (in autunno e in primavera) e che finora ha coinvolto circa 150 uomini. I gruppi, infatti, mediamente sono formati da 8/10 persone (quasi tutti ex mariti e padri) e si trovano per circa 3 ore la settimana.

Gli organizzatori tengono a sottolineare la natura completamente apolitica e apartitica del gruppo, che gode del patrocinio del Comune di Modena e che collabora con l’assessorato ai servizi sociali: «E’ capitato che in casi particolari alcune persone ci siano state segnalate dagli assistenti sociali. Dall’anno scorso – spiegano i promotori del gruppo di self help – tramite un nostro collaboratore siamo entrati in contatto con il Csi che ospita i nostri incontri. Collaboriamo con l’associazione Genitori sottratti di Bologna».

Gli utenti di questo gruppo self help appartengono a tre tipologie di persone: quelli che sono nella fase precedente alla separazione, quelli che sono nel mezzo di questo percorso e quelli che sono già oltre. «Ci sono persone, anche professionisti o comunque uomini che lavorano, che si trovano a dormire in stazione o che, comunque, sono spaesate perché si trovano con una situazione familiare stravolta. La situazione femminile, nella separazione, è maggiormente tutelata e questa dei padri separati sta diventando una emergenza sociale. Naturalmente non è mai il caso di generalizzare e comunque il nostro gruppo ci sono anche situazioni complesse, con uomini che fanno incontri protetti con i figli o che sono stati denunciati. Non sempre, naturalmente, sono persone che hanno commesso questi fatti e il supporto psicologico è comunque sempre fondamentale. Poi, come è ovvio, ci sono anche situazioni molto più normali con separazioni che si risolvono civilmente».

Lo scopo fondamentale del gruppo di self help è fornire strumenti per gestire la rabbia, che rischia di prendere possesso delle persone e che fa passare, quando si rivela senza essere gestita, automaticamente dalla parte del torto. «Poi ci sono questioni anche molto pratiche: parliamo, ad esempio, di dove e come vedere i propri figli, perché ci sono padri che finiscono per vedere i figli solo nei fast food. Inoltre – concludono gli organizzatori del gruppo – c’è il grande tema economico, con tanti uomini che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Se non hanno altre reti di supporto molti fanno davvero fatica». La novità di quest'anno è il gruppo dei nonni: per tre serate (2, 9 e 16 dicembre) si troverà anche un gruppo di genitori di uomini separati. —

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