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La coop che ha creato l’asilo nido “a ore” dove mamma e papà possono lavorare

Alice Benatti
La coop che ha creato l’asilo nido “a ore” dove mamma e papà possono lavorare

L’intuizione di una mamma diventata realtà con “La Porta Bella” Oggi gli iscritti a “Ain Karem” in via Agnini a Modena sono quaranta 

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la storia

Alice Benatti

Cosa succede se gli orari di lavoro di mamma e papà cambiano spesso e non si incastrano con gli orari del nido? Facciamo l’esempio di un genitore freelance che, a settimane alterne, potrebbe passare metà giornata con il suo bimbo. Ha ancora senso oggi, per lui o per lei, pagare la rata di un servizio “a tempo pieno”? Una mamma modenese nel 2015 ha risposto “no”. Lei è Maria Tognetti e dalla sua intuizione, un anno dopo, è nato lo spazio bambini “Ain Karem”, da qualche settimana “nido a ore”. «Cercavamo un nome che richiamasse alla memoria un luogo dove si incontrano i bisogni dei genitori – racconta Tognetti, coordinatrice pedagogica della struttura - ed ecco che abbiamo pensato al quartiere di Ain Karem a Gerusalemme. Secondo la tradizione biblica fu lì che si incontrarono Maria ed Elisabetta quando entrambe erano incinta».

L’idea prende forma nel 2016 al termine del concorso Imprendocoop promosso da Confcooperative Modena. In quel periodo “La Porta Bella” (una volta associazione di volontariato “Animatamente”) si era appena costituita come cooperativa sociale e progettava di dare vita a nuovo ramo di attività. «Grazie al percorso intrapreso con Imprendocoop abbiamo potuto con concretizzare un’idea, creare un business plan vicino alla realtà e conoscere altre cooperative del territorio – spiega Andrea Atti, presidente di “La Porta Bella” – . Naturalmente ha giocato un ruolo fondamentale anche l’aspetto economico: 1500 euro di premio e l’esenzione dalle spese di gestione della cooperativa per un anno».

Situato in via Agnini 23, “Ain Karem” testimonia come la parola “flessibilità” sia riuscita a invadere anche il mondo dell’infanzia: qui i genitori possono concordare gli orari di mese in mese, o addirittura di settimana in settimana, e avere a disposizione una stanza dedicata al co-working. In questo modo, riescono a lavorare nello stesso luogo in cui si trova il bambino, mentre le educatrici si occupano di lui, e senza subire gli stress di casa (telefono, postino, corriere ecc..). «Quasi la metà dei 40 bimbi iscritti hanno la doppia nazionalità o sono figli di genitori stranieri che viaggiano spesso per lavoro e, quando sono a Modena, hanno noi come punto di appoggio» sottolinea Tognetti.

Oltre al progetto nido, la cooperativa gestisce oggi 11 centri di aggregazione giovanile distribuiti nella provincia, di cui 4 a Modena città, coinvolgendo ogni giorno dai 350 ai 500 ragazzi di età compresa fra i 10 e i 17 anni. Se si contano “gli occasionali”, in un anno sono circa duemila i giovani che entrano in contatto con questa realtà.

Nell’ultimo anno “La Porta Bella” ha attivato un gruppo di lavoro sull’innovazione sociale insieme alle cooperative “Il Camaleonte”, “Caleidos”, “Il Girasole”, “InTandem”, “Anziani e non solo” e la dott.ssa Ottolini. Attraverso la modalità del coopworking, la rete ha dato vita al progetto “Educational-hub”. «Purtroppo i nostri centri ricevono finanziamenti pubblici sempre più risicati – spiega Atti – e si è reso necessario muoverci su altri binari. “Educational-hub”, che abbiamo presentato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, vuole ripensare l’espressione di quelli che sono i servizi alla persona, e in particolare alle persone che vivono una situazione di disagio, verso un piccolo territorio. Si propone come punto di riferimento per tutte le famiglie che si devono orientare nel vasto mondo dei servizi pubblici o privati in relazione alle loro difficoltà». —





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