La nuova “Modena Est” è rimasta un sogno «Ora si potrebbe fare»
Nel 2013 fu presentato un progetto di recupero del villaggio artigiano Malagoli: «Non se ne fece niente e ognuno prese la sua strada»
la storia
Negli anni sono state tante le zone della città che hanno sognato una riqualificazione.
D’altronde è stato lo slogan degli anni Duemila, dare un nuovo volto alla città specie per agevolare quella transizione economica dagli anni Settanta e Ottanta, in cui le piccole e medie imprese la facevano da padrone, al nuovo millennio in cui lavoro si è diversificato, trovando maggiore spinta nei servizi. E così quei capannoni che ospitavano (o ancora ospitano) piccoli artigiani o imprese hanno la necessità di trovare nuova vita. È con questo spirito che nel 2013 il Villaggio Artigiano di Modena Est sognava una riqualificazione in grande stile, partendo da un fattore comune: i proprietari spesso non solo avevano il capannone in cui svolgevano l’attività, ma anche l’abitazione annessa. E da tempo chiedevano di mettere mano al quartiere, per trasformarlo e renderlo più vivibile. Non solo. Trasformando anche i capannoni che non erano più utilizzati in palazzine residenziali con lo stesso volume, ma con il vantaggio di adibire a verde gli ampi parcheggi.
«Ricordo benissimo il progetto - racconta Enrico Malagoli, uno dei proprietari terrieri - C’era anche una grande attenzione per la popolazione più anziana che avrebbe goduto di ampie aree verdi». Un piccolo parco nel cuore del cemento dl villaggio artigiano che oggi, forse, con questi incentivi sarebbe stato possibile: «Sicuramente la delibera dell’attuale amministrazione ci avrebbe dato una grossa mano a rendere quel sogno fattibile. Sono passati sei anni da quel progetto che aveva trovato anche il consenso dell’allora assessore Giacobazzi: troppi e quindi ognuno ha fatto le proprie scelte. C’è chi ha preso casa altrove, chi si è fatto il capannone in altri quartieri di Modena meglio serviti e più adatti all’artigianato dal punto di vista logistico».
E così il Villaggio di Modena Est è rimasto lì, senza un futuro, a meno che non si muova qualcosa dopo questa delibera, come si augura l’ingegner Roberto Ferrari presidente Lapam Confartigianato della Zona di Modena: «Può essere utile davvero soprattutto per le grandi metrature, in cui lo sconto degli oneri rappresenta un “bonus” che può toccare decine di migliaia di euro». Certo l’ingegner Ferrari una bacchettata bonaria al Comune non la risparmia: «È un provvedimento che dà ossigeno al settore dell’edilizia, anche se le prospettive per il 2020 non sembrano buonissime. C’è una certa calma ancora. Speriamo che non sia tardiva, si sarebbe potuto intervenire prima».
E forse anche quell’innovativo Villaggio Modena Est sarebbe ora realtà. —
GIB
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