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L’INTERVISTA 

Pd Modena, si stacca il primo pezzo Siena va con Renzi

Luca Gardinale
Pd Modena, si stacca il primo pezzo Siena va con Renzi

L’ex consigliere provinciale lascia i dem e passa a Italia Viva  «Gli altri renziani modenesi? Vedrete dopo le regionali...»

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La sua scelta ha fatto storcere il naso all’ex sindaco di Modena Giorgio Pighi, che su Facebook ha ricordato che la nuova forza politica non è altro che «la riproposizione del centro in versione XXI secolo». Fatto sta che - al netto della “berlinese” Laura Garavini, parlamentare eletta all’estero - il suo è il primo “trasloco” dal Pd a Italia Viva sul territorio modenese: Giorgio Siena, dirigente scolastico di Mirandola in pensione da inizio settembre ed ex consigliere provinciale del Partito democratico, ha infatti deciso di lasciare i dem per abbracciare la nuova creatura di Matteo Renzi.

Professor Siena, cosa l’ha portata a lasciare il Pd per seguire Renzi?

«Io ho sempre creduto in una sinistra liberaldemocratica, e negli anni passati mi sono riconosciuto nel Pd di Renzi, nelle sue politiche e nella sua visione riformista, sostenendolo in ogni occasione alle primarie. Oggi, però, abbiamo da una parte un’alleanza tra Movimento Cinque Stelle e Pd, che dopo l’uscita di Renzi ripartirà dalla visione tradizionale della sinistra, e dall’altra l’alleanza sovranista Salvini-Meloni. Di fronte a questo scenario serve un’alternativa liberaldemocratica per il Paese che lavora, che accetta la sfida della globalizzazione e ha bisogno di ricerca e innovazione, che vuole servizi efficienti, responsabilità, riconoscimento del merito e riduzione del debito pubblico come primo dovere verso le giovani generazioni. Del resto, la mia storia politica non è esattamente in linea con quella della maggior parte degli esponenti del Pd: io vengo dall’area socialista, e nel mio pantheon non ci sono né Berlinguer né Aldo Moro, quindi anche nel Partito democratico mi sono sempre sentito un po’ diverso...».

Italia Viva può essere la risposta a queste esigenze?

«Secondo me sì, perché nasce con un leader forte come Renzi, che è sicuramente un valore aggiunto. Insomma, un partito senza leader non può funzionare, così come non può funzionare un leader senza un vero partito. Proprio per questo, l’auspicio è che Italia Viva inizi a diffondersi nei territori, oltre che in Parlamento, costruendo così una rete che dia rappresentanza a chi si riconosce nel nuovo movimento. Io sono pronto a mettere il mio impegno per questa esperienza e per far crescere Italia Viva sul nostro territorio».

Al momento, però, anche i renziani modenesi non sembrano intenzionati a seguirla…

«Per ora no, anche perché chi aderisce a Italia Viva non ha grandi prospettive in termini di ruoli, e mi sembra comprensibile che chi oggi punta al Consiglio regionale non lasci quello che è possibile o probabile per qualcosa di incerto…».

Come vede il futuro del Pd?

«Credo che il Partito democratico abbia senso soprattutto in un’ottica maggioritaria: senz’altro l’idea di Veltroni ci poteva stare, ma oggi stiamo gradualmente andando verso un sistema proporzionale, e le logiche stanno cambiando, aprendo nuovi spazi politici. Un sistema in cui sarà importante avere e far notare le differenze». —



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