Sequestrati 1400 chili di prosciutti irregolari
In laboratorio di disossatura trova 250 pezzi non trattati Denunciato il titolare per mancato controllo e tracciabilità
CASTELVETRO. Blitz dei carabinieri e dei colleghi dei Nas di Parma in un laboratorio di disossatura prosciutti a Castelvetro. Al termine di un controllo sono stati sequestrati 258 prosciutti per trentamila euro. Secondo i carabinieri, una gran parte, in tutto 800 chili, non era stata adeguatamente preparata prima di essere imbustata e consegnata ai negozi che li avrebbero commercializzati; l’altra parte, minore, non aveva invece alcuna indicazione di tracciabilità. Il titolare del laboratorio, un 50enne - uno dei quattro sul territorio comunale di Castelvetro (i carabinieri non hanno voluto indicare di quale si tratta) - è stato denunciato sia per l’inadempienza all’applicazione della procedura di autocontrollo sia per l’inadempienza alla legge che impone la tracciabilità dei prodotti alimentari. L’azienda è stata anche multata per 3.500 euro.
Il controllo è avvenuto nel corso di un blitz dentro il laboratorio. Il sequestro ha interessato una partita di 150 prosciutti già disossati, che presentavano difetti di stagionatura, secondo il rapporto dei Nas. Non solo: erano già in fase di etichettatura pronti per essere messi sottovuoto e non erano invece stati sottoposti alla cosiddetta “toelettatura”. Nella fattispecie, l’operazione di toelettatura viene svolta da personale altamente qualificato e consiste nell’eliminazione dalla materia prima di cartilagini, nervature, grasso e cotenna in eccesso, secondo quanto disposto dalle specifiche dettate dal responsabile di produzione. Spetta al responsabile di reparto controllare che la selezione venga svolta secondo i parametri stabiliti e descritti da apposite istruzioni di lavoro. L’altra partita sotto sequestro riguarda 108 prosciutti per un peso totale di 600 kg che secondo i Nas non avevano indicazioni di tracciabilità. In sostanza non si conosceva la loro provenienza né l’origine del suino che aveva “fornito” il prosciutto. Per tutti questi motivi, è scattata la denuncia.
I controlli dei Nas non sono però finiti qui. Verifiche sono state state svolte anche in due casa-famiglia di Castelfranco sotto un’unica direzione, il cui rappresentate legale è una donna 50enne. Durante la verifica i militari dei Nas di Parma hanno trovato telecamere di sorveglianza dentro la struttura. I video però non erano autorizzati dal momento che la proprietà delle due strutture non aveva ottenuto il via libera dalla Direzione provinciale del lavoro dopo un parere favorevole dei dipendenti, come previsto dalla legge. Per questo è scattata una denuncia che riguarda la privacy dei dipendneti. —
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