«Una scelta utile all’edilizia ma il vero problema sono le proprietà multiple»
Grisendi (Ance): «Non è facile mettere d’accordo tutte le parti in causa Questo il nodo che blocca numerosi interventi di riqualificazione»
l’intervista
Giovanni Balugani
Accoglie con moderato ottimismo la delibera comunale sulla rigenerazione Sandro Grisendi, il presidente di Ance Modena (Associazione nazionale costruttori edili).
«Un incentivo che ci possiamo augurare sia di aiuto al nostro settore che ha passato momenti drammatici», spiega Grisendi. Non è una novità: dall’inizio della crisi economica proprio il settore edile è stato uno di quelli che più di altri ha dovuto pagare un enorme dazio, con imprese chiuse e migliaia di addetti che hanno perso il posto di lavoro.
Ora gli sconti sulle rigenerazioni voluti dal Comune hanno il doppio scopo di contribuire a migliorare l’aspetto della città, ma anche dare una mano al settore: «Certo, anche se il grosso problema dell’Italia - spiega Grisendi - è quello delle proprietà multiple». Un aspetto che il presidente dei costruttori spiega con attenzione: «Ance nazionale già da un anno e mezzo ha proposto alla politica che vengano attivate normative in campo urbanistico che prevedano una pubblica utilità nella riqualificazione, quindi “costringere”, per così dire, le proprietà a interventi di ristrutturazione forzata. Noi siamo una realtà differente da quella estera dove ci sono grandi proprietà pubbliche o grandi proprietà concentrate. Da noi non funziona così, basti pensare a come mettere d’accordo due inquilini che vivono nello stesso pianerottolo: non è facile. Lo stesso problema si è presentato per il sisma ecobonus. Per ovviare a tale situazione servono strumenti forti. Da ingegnere dico ben venga spingere sulla riqualificazione perché è indispensabile, da cittadino mi auguro che funzioni per la qualità di Modena».
E dal punto di vista imprenditoriale?
«Visto che l’urbanistica deve guardare avanti negli anni, è indispensabile che la riqualificazione venga incentivata perché, anche pensando alle limitazioni del consumo di suolo, nel futuro potremmo trovarci serie difficoltà nel dare risposte in materie di residenza: studenti, giovani coppie, anziani. Senza dimenticare la questione delle locazioni. È un problema sociale, dunque sono favorevole che il Comune incentivi e faccia il possibile».
Per i settori commerciali e industriali sarà utile?
«Si può essere una delibera che funziona a tutto tondo per tutta la città».
Una aiuto dal Comune che arriva troppo tardi rispetto alla crisi?
«C’è da tener presente che da molti anni tutte le amministrazioni non incrementavano gli oneri per tentare di non affossare definitivamente l’edilizia».
E invece può essere la soluzione per sbloccare “mostri” urbani come il direzionale Manfredini o l’ex Mulino di Albareto?
«È un aiuto che non fa male, ma che difficilmente può essere risolutivo. Poi non tutti gli edifici sono uguali: per il direzionale Manfredini, ad esempio, va fatto un ragionamento di impatto sulla città e anche di tipo finanziario». —
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