Una valanga di denaro sperperato dai pazienti
«Leggere questi dati mi ha fatto paura»: ha esordito così il dottor Gaetano Farina, Responsabile del Sert di Castelfranco, nell’esporre i numeri relativi ai soggetti ludopatici della zona. A livello nazionale la percentuale degli italiani che ha giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi è del 36% e nel 3% dei casi si tratta di cosiddetti “giocatori problematici”. Un altro dato molto preoccupante è quello relativo ai giovani tra i 14 e i 17 anni: sono circa 520mila, infatti, gli adolescenti che vengono definiti come “giocatori a rischio”.
Dal 2017 al 2018, inoltre, sono incrementati anche i soldi spesi per il gioco: dai 101 miliardi del 2017 si è arrivati ai 106 miliardi dello scorso anno.
Restringendo il focus sull’Emilia Romagna, Bologna rimane la provincia in cui viene registrato il maggior numero di denaro speso in gioco d’azzardo mentre Modena si posiziona al secondo posto con il suo miliardo e 80 milioni di euro giocati.
Castelfranco e Nonantola, in particolar modo, sono i due paesi in cui la cifra di denaro pro capite destinata gioco d’azzardo è più alta: 1260 euro nel primo caso e 1071 euro nel secondo. «L’entità del problema - ha precisato il dottor Farina - è ben evidente anche dall’incremento del numero degli utenti del Sert che, negli ultimi due anni, è addirittura triplicato». Nel 2017, infatti, sono state 152 le persone seguite dai Sert modenesi: 112 gli uomini e 40 le donne. Il numero più alto si registra a Sassuolo con 41 soggetti. —
S.D.
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