Furti di slot nel nord Italia, sgominata banda. Quattro i colpi a Modena
L'inchiesta è stata avviata dalla Compagnia di riva del Garda a seguito di un furto di slot machine, avvenuto in un Bar di Borgo Chiese (TN), nel novembre 2018. Presero di mira locali di Modena, San Prospero e Bomporto
TRENTO I carabinieri del Comando Provinciale di Trento, in collaborazione con i militari di Milano Brescia e Bergamo, stanno dando esecuzione ad una ordinanza cautelare custodiale disposta dal G.I.P. del Tribunale di Trento a carico di 9 persone, residenti in quelle province, ritenuti responsabili a vario titolo di "associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio".
L'inchiesta è stata avviata dalla Compagnia di riva del Garda a seguito di un furto di slot machine, avvenuto in un Bar di Borgo Chiese (TN), nel novembre 2018.
Le investigazioni hanno permesso di individuare una banda, radicato nella provincia di Brescia, che operava anche in quelle di Trento, Milano, Bergamo e Modena.
Sono in tutto sei i colpi messi a segno in provincia di Modena. In dettaglio si è trattato del furto di due auto una ford Escort a Modena e di una Opel Kadett a Nonantola lo scorso 1 maggio. Poi ci sono stati i colpi ai bar: il furto al Bar Ariete di San Prospero sempre il primo maggio, il furto il 2 maggio al Donna Rosa caffè di Bomporto, al Bar Bunker di Modena il 3 maggio, il tentato furto alla pizzeria Emilia di Modena il 10 maggio
L’indagine ha consentito di scoprire le dinamiche di una banda ben organizzata, capeggiata da un Serbo e composta da Albanesi, che soltanto in un episodio ha operato con la complicità di due Italiani.
Per ogni azione criminale veniva incaricato uno specifico soggetto, ad esempio per svolgere il sopralluogo, reperire i mezzi, fungere da palo o procedere all’azione finale.
Alvertice della banda c'era un serbo di 34 anni detto “BABA”, che tradotto letteralmente in italiano significano rispettivamente padre che si rivolgeva ai suoi sottoposti chiamandoli "Biri" figli. Da qui il nome dell'operazione "Biri e Baba".
Fondamentali per le indagini sono stati i servizi di osservazione e pedinamento nonché le registrazioni degli impianti di videosorveglianza comunali e dei locali depredati, che hanno consentito di raccogliere solide prove a carico degli arrestati e ricostruire le fasi organizzative dei reati.
I malviventi si appropriavano prima dei veicoli, idonei al trasporto delle slot machine e una volta rimosse dagli esercizi le macchinette, le trasportavano in luoghi sicuri, anche molto lontano da dove erano stati perpetrati i furti per forzarle in piena tranquillità.
Obbiettivo privilegiato della banda erano esercizi commerciali con la presenza di slot machine e cambiamonete mentre soltanto in un caso è stata perpetrata una rapina ai danni di un’imprenditrice, nel giugno scorso a Bresso (MI). Nel complesso, sono stati ricondotti ai 9 soggetti, 20 furti, di cui 13 a esercizi pubblici e 7 di autoveicoli, consumati negli ultimi mesi. Il solo denaro sottratto da slot machine e cambiamonete è stato calcolato in circa 100mila euro.
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