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Una fattoria sociale tra i boschi di Montefiorino

Daniele Montanari
Una fattoria sociale tra i boschi di Montefiorino

Inaugurato a Vitriola l’innovativo progetto della “Casa Famiglia” Sei posti letto disponibili. I proprietari: «Sconfiggiamo la solitudine Ospiterà persone fragili e produrrà tutto in casa

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MOTNEFIORINO «I popoli più longevi del mondo non passano la giornata a sollevare pesi in palestra: piuttosto vivono in un ecosistema famigliare, lavorativo, sociale e ambientale che favorisce il loro naturale movimento sottraendo a una solitudine pigra e triste». Con questa convinzione Barbara Lanzotti e Gino Facchini hanno presentato ieri a Vitriola di Montefiorino, al civico 3 di via Villaggio Fontana, la “Casa Famiglia per la longevità attiva e l'abitare collaborativo”, il primo progetto di agricoltura sociale dell’Appennino.

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L’IDEA

Il progetto, avveniristico nella proposta umana innanzitutto: una struttura in cui ospitare per un certo periodo sei persone (in camere singole o doppie; ingressi previsti entro fine anno) in condizione di fragilità. Anziani di montagna che hanno bisogno di avvicinarsi ai servizi. Anziani di città rimasti soli e in difficoltà per l’inquinamento in inverno o il gran caldo estivo. Altre tipologie a rischio isolamento (invalidi, ragazze madri) ma autosufficienti, perché la struttura è socio-assistenziale, non socio-sanitaria. Persone tutte chiamate a vivere un’esperienza di co-housing a tariffa agevolata in cui lo stare insieme già di per sé diventa terapia, potenziata poi dal dedicarsi “antico” all’agricoltura, che dagli albori della società ha sempre avuto una funzione sociale.

Da queste parti si pensa di coltivare ortofrutta, allevare animali e sfruttare i 4 ettari di bosco, anche in collaborazione con la cooperativa sociale Gulliver. Sì, perché il secondo passo (previsto nel 2020) sarà realizzare un laboratorio dove coinvolgere disabili nella preparazione di farine, pasta e torte con le materie prime aziendali, nell’ottica di una realtà a chilometro zero.

È avveniristica poi anche la struttura: tutta in legno realizzata dalla Vario Haus di Bolzano in massima classe energetica (A4), con riscaldamento e raffreddamento a pavimento, fotovoltaico, pompa di calore e ventilazione meccanica. Una “casa passiva” insomma, a basso o nullo consumo energetico, con alta tecnologia che comprende cromoterapia negli ambienti. Il tutto realizzato dalla famiglia Facchini (600mila euro la spesa finora) col contributo di 200mila euro arrivati dalla Regione tramite risorse del Psr 2014-2020 (il Comune ha sostenuto tutto l’iter autorizzativo).

In più all’interno si respira arte, con i quadri del pittore Nello Medici e le lampade artigianali di Nadia Melargo.

I COMMENTI

L’inaugurazione ha visto la presenza dei tre sindaci di Montefiorino, Palagano e Frassinoro, dell’assessore regionale Simona Caselli, della consigliera Luciana Serri e delle associazioni di volontariato locali. Non ha potuto esserci il presidente Stefano Bonaccini per l’arrivo del premier Conte a Bologna, ma in un messaggio ha espresso il suo apprezzamento «per una struttura che contribuisce a far sì che la nostra montagna sia un luogo di benessere e da vivere a tutte le età» assicurando che verrà presto in visita.

«È un progetto che mostra una montagna capace di innovare» ha detto Caselli.

«Parla di sostenibilità, accoglienza e benessere - ha aggiunto Serri - mostrando una visione nuova di agricoltura».

«Siamo fieri di questo progetto e della sua valenza che va ben al di là del territorio» ha rimarcato il sindaco Maurizio Paladini, che a a margine, si è tolto poi un sassolino verso il senatore leghista Stefano Corti, che l’aveva attaccato per l’invito a Bonaccini: «Corti dice che svolto con il Pd? Mi sembra lo sfogo isterico di chi non è stato invitato. Sulla mia coerenza politica sono pochi ad avere dubbi. Quelli di Corti non mi interessano, lo inviterei comunque a riflettere piuttosto sui trascorsi di Salvini da giovane frequentatore del Leoncavallo e membro dei comunisti padani». —
 

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