Nell’auto con il figlio di 5 anni e tre milioni di euro di cocaina
La Polstrada Modena Nord ha bloccato in A1 un 34enne in viaggio con il bambino Nella Musa un pulsante che apriva due vani segreti
La vettura trasportava un tesoro da tre milioni di euro, custodito in una sorta di caveau a cui si accedeva premendo uno speciale pulsante vicino al cruscotto. L’impulso, alimentato dall'impianto elettrico dell’autoradio, faceva scorrere automaticamente due pannelli posizionati sotto ai sedili posteriori della Lancia Musa. Un “apriti sesamo” che ha svelato agli agenti della polizia stradale, sezione di Modena Nord, la bellezza di quindici panetti di cocaina purissima, cellophanati e avvolti nel caffè per depistare l’olfatto dei cani. Quindici panetti per un totale complessivo di 16 chili e 250 grammi di droga, un record per i sequestri di droga modenesi: tagliata e venduta al dettaglio avrebbe fruttato agli spacciatori tre milioni di euro. In manette è finto un corriere, un 34enne calabrese residente a Milano, che si trovava in auto con il figlio di 5 anni. La Polstrada domenica pomeriggio aveva notato la Musa durante i normali controlli: alla vista degli agenti il conducente aveva rallentato un po’ troppo bruscamente, innescando da subito qualche sospetto. La pattuglia pertanto decide di effettuare un controllo: l'uomo si è dimostrato subito nervoso e ha spiegato che era di rientro da un viaggio in Calabria con la Musa di un suo amico calabrese dove era andato per ritirare un seggiolino da auto per bimbi. Una spiegazione un po’ strana che ha insospettito ulteriormente gli agenti della Polstrada, che hanno quindi deciso di portarlo al comando. Qui il 34enne, uscendo dall’auto per entrare al comando, si è portato con sé l’autoradio, dicendo che “non si fidava a lasciarla incustodita”. Il pulsante, subito trovato dagli agenti, entrava in funzione infatti accendendo l’autoradio. In breve, guidati dall’esperienza, gli agenti della polizia stradale hanno trovato la stanza del tesoro sotto ai sedili posteriori dell’auto. L’uomo quindi è stato arrestato, mentre il bambino è rimasto in custodia ai poliziotti, che gli hanno fatto compagnia sino all’arrivo da Milano della mamma. —
S.TO
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